martedì 29 dicembre 2009

L'olio di oliva: Prodotti tipici Salentini..
La maggior parte della produzione nazionale di olio proviene dai paesi del mediterraneo. In Italia si produce olio in tutte le regioni tranne che in Piemonte e Valle d'Aosta. Non c'è, di fatto, una legge che tutela la qualità del prodotto made in italy, infatti, esistono sul oli di svariata tipologia, caratteristiche organolettiche e soprattutto differente prezzo di mercato che alla fine riportano sempre la denominazione di olio extravergine di oliva. In questo, il consumatore non viene tutelato per niente. In Italia abbiamo un patrimonio incredibile, più di 700 varietà diverse. Abbiamo oli particolari, come l'olio ligure, molto delicato, gli oli del Garda, quelli toscani, l'olio inconfondibile pugliese ( del Salento) e lo straordinario olio calabrese. E’ molto importante il cosiddetto “punto di fumo” dell’olio che identifica il grado di temperatura oltre il quale l'olio si altera producendo molecole tossiche per l'organismo umano. Più elevato è questo punto di fumo e più alto è il pregio dell'olio. L'olio di oliva ha il più elevato punto di fumo, supera i 200-220°. Quando si passa ad altre categorie, l'unico olio con un punto di fumo leggermente inferiore è l'olio di semi arachidi, ma al di là di questo gli altri oli (soia, girasole, ecc.) hanno punti di fumo estremamente inferiori (130°-140°), il che significa che sono inadatti alla cottura per il problema della tossicità. E' da tener presente pure che alcuni oli d'oliva risultano inadatti per la frittura, per il semplice fatto che hanno una carica aromatica notevole che coprirebbe tutti i sapori dei cibi in cottura.

In Abruzzo esistono le seguenti varietà:
(Frantoio, Leccino,Tortiglione, Dritta, Gentile di Chieti, Carboncella, Nebbio, Intosso, Olivastro, Cucco, Rustica, Castiglionese, Tortiglione);

In Basilicata esistono le seguenti varietà:
(Majatica di Ferrandina, Dolce di Chiaromonte, Faresana, Ogliarola rapallese);

In Calabria esistono le seguenti varietà:
(Carolea, Grossa di Cassano, Tondino, Grossa di Gerace, Ottobratica, Sinopolese, Dolce di Rossano);

In Campania esistono le seguenti varietà:
(Carboncella, Nostrale, Caiazzana, Ogliarola, Ortice, Ortolana, Biancolilla, Pisciottana, Palombina, Carolea, Ravece, Coratina, Minutella);

In Friuli Venezia Giulia esistono le seguenti:
(Marina, Carbonara, Corniola, Biancheria, Torcolo);

In Emilia Romagna esistono le seguenti varietà:
(Ghiacciolo, Correggiolo, Nostrana di Brisighella, Capolga, Colombina Selvatico);

Nel Lazio esistono le seguenti varietà:
(Carboncella, Frantoio, Canino, Moraiolo, Rosciola, Itrana, Leccino, Pendolino, Minutella, Olivastrone, Olivago Maurino, Raja);

In Liguria esistono le seguenti varietà:
(Colombaia, Taggiasca, Lavagnina, Merlina, Fiandola, Razzola, Olivastrone, LantescaRossese, Pignola);

In Lombardia esistono le seguenti varietà:
(Frantoio, Leccino, Moraiolo, Casaliva, Grignola, Gargnà);

Nelle Marche esistono le seguenti varietà:
(Raggia, Leccino, Mignola, Rosciola, Frantoio, Moraiolo, Dritta, Laurina, Orbetana);

Nel Molise esistono le seguenti varietà:
(Cellina di Rotello, Moraiolo, Cerasa di Montenegro, Autrina di Venafro, Gentile di Larino);

In Puglia esistono le seguenti varietà:
(Cima di Mola, Coratina, Peranazana, Ogliarola del Gargano, Tondella, Corniola, Cellina di Nardò, Bella di Cerignola, Pizzuta di Bari);

In Sardegna esistono le seguenti varietà:
(Nera di Villacidro, Tonda di Cagliari, Bosana, Semidana, Tonda di Villacidro, Bianca di Cagliari, Pizz'e Carroga);

in Sicilia esistono le seguenti varietà:
(Biancolilla, Tonda Iblea, Nocellara Etnea, Aitana, Piriccudara, Moresca, Santagatese, Crastu, Citrara, Ogliarola Messinese, Tunnulidda Cerasuola, Nocellara del Belice);

In Toscana esistono le seguenti varietà:
(MoraioloPendolino, Maurino, , Frantoio, Leccino, Scarlinese, Arancino, Colombino, Correggiolo Olivastra, Seggianese);

In Trentino Alto Adige esistono le seguenti varietà:
(Favarol, Casaliva, Gragnà, Raza, Grignan, Leccino);

In Umbria esistono le seguenti varietà:
(Dolce Agogia, Raio, Frantoio, Leccino, Moraiolo, Orbetana, Borgiona, Pocciolo, Carboncella);

Nel Veneto esistono le seguenti varietà:
(Marzemina, CasalivaTrepp, Favarol, Gragnà);


LE CLASSIFICAZIONI

OLIO DI OLIVA : (olio ottenuto dalle olive mediante principalmente processi meccanici, che comprendono il lavaggio, decantazione, centrifugazione, filtrazione, esclusi gli oli ottenuti mediante solvente o con coadiuvanti ad azione chimica o biochimica). Le sottodenominazioni dell’olio di oliva sono le seguenti:
1) Extravergine: Deve avere un'acidità massima espressa in percentuale di acido oleico minore o uguale a 0,8%, e allo stesso tempo deve essere perfetto dal punto di vista organolettico.
2) Vergine: Al di sotto troviamo l'olio d'oliva vergine, organoletticamente perfetto con una acidità minore o uguale a 2%.
3) Olio lampante: dal gusto imperfetto o difettoso e con un'acidità maggiore a 2%. Quest'olio non è commestibile e deve essere destinato ad altri usi industriali, non per il settore alimentare.
4) Olio di oliva raffinato: olio ottenuto dalla raffinazione di oli vergini con acidità inferiore a 0,3 %;
5) Olio di sansa di oliva greggio: olio ottenuto dalla sansa di olive mediante trattamento con solvente o processi fisici con acidità inferiore a 1%. La sansa è costituita dai residui della spremitura, composti da rottami di frutti, noccioli, semi, che costituiscono circa il 40% delle olive iniziali;
6) Olio di sansa di oliva raffinato: olio ottenuto dalla raffinazione di olio di sansa di oliva greggio con acidità inferiore a 0,3%;
7) Olio di sansa di oliva raffinato: con acidità inferiore a 0,3 %;
8) Olio di sansa di oliva: olio ottenuto dal taglio di olio di sansa di oliva raffinato e di olio di oliva vergine (escluso il lampante) e acidità inferiore a 1%;
Lo staff di Sapori Regionali.

giovedì 24 dicembre 2009

TANTI AUGURI DALLO STAFF DI SAPORI REGIONALI


AUGURI!!! dallo staff di Prodotti tipici regionali. Sapori Tipici.

sabato 19 dicembre 2009

I vini doc Barone Galluccio

Vini Galluccio Prodotti tipici del Salento:
Listino Vini

RISTORAZIONE ENOTECA

2009



Società Agricola Cooperativa Coop Agri a.r.l.Sede legale:73100 Lecce via F.Turati,13Stabilimento: 72026 San Pancrazio Salentino (Br)Tel: +39 331 4640686- R.I Tribunale di Lecce n°16034. R.E.A. Lecce 0172098.CCIAA P.IVA 02621130752 www.coopagri.it
“Barone Galluccio” Vino Rosso D.O.C. Salice Salentino Riserva
(annata 2004)
“Barone Galluccio” Riserva Salice Salentino D.O.C
(annata 2004)
Tipo:
Varietà:
Nome del Vigneto:
Zona di produzione:
Anno di impianto
Sistema di allevamento:
Quantità bottiglie annata:
Densità di impianto:
Resa per ha:
Resa per pianta:
Superficie vigneti:
Altimetria:
Falda profonda:
Esposizione:
Tipologia Terreno:






Epoca di vendemmia:
Diraspatura:
Macerazione:
Temperatura di fermentazione:
Lieviti:
Fermentazione malolattica:
Invecchiamento:
Affinamento:


Analisi chimica:


rosso da uva a bacca nera
Negroamaro 100%
“Scazzi”( San Pancrazio Salentino)
D.O.C Salice Salentino Riserva
1956
alberello
8.500 bott 0,750
4.000 ceppi/ha
50 qli/ha
1,300 Kg/pianta circa
12,00 ha per la DOC Riserva
60-65 mt. s.l.m.
sotto 45 mt. l.m
nord est ( San Pancrazio Salentino)
giacitura pianeggiante con pendenza inferiore al 7% , terreni
profondi di medio impasto con ottimo equilibrio tra le componenti sabbiose argillose e limose; con permeabilità medio-alta classificato come neutro/ sub-alcalino.

VINIFICAZIONE

terza decade di Settembre
totale
lavoro di cappello e vinaccia con ossigenazioni e follature
22-27
lieviti selezionati aggiunti
in serbatoi di allier francesi da 225 lt
in serbatoi di acciaio inox per i primi dodici mesi i successivi sei in fusti di Rovere di allier grandi.
in bottiglia sei mesi.

grado alcoolico 13,50% vol.
acidità totale 5,96 g/l
anidride solforosa tot. 60 mg/l
pH 3,65









“Barone Galluccio” Vino Rosso D.O.C. Salice Salentino
(annata 2005)

“Barone Galluccio” Salice Salentino D.O.C
(annata 2005)
Tipo:
Varietà:
Nome del Vigneto:
Zona di produzione:
Anno di impianto
Sistema di allevamento:
Quantità bottiglie annata:
Densità di impianto:
Resa per ha:
Resa per pianta:
Superficie vigneti: Altimetria:
Falda profonda:
Esposizione:
Tipologia Terreno:






Epoca di vendemmia:
Diraspatura:
Macerazione:
Temperatura di fermentazione:
Lieviti:
Fermentazione malolattica:
Invecchiamento:

Affinamento:

Analisi chimica:





rosso da uva a bacca nera
Negroamaro 100%
“Scazzi”( San Pancrazio Salentino)
D.O.C Salice Salentino
1956
alberello
46.500 bott 0,750
4.000 ceppi/ha
50 qli/ha
1,300 Kg/pianta circa
12,00 ha per la DOC
60-65 mt. s.l.m.
sotto 45 mt. l.m
nord est ( San Pancrazio Salentino)
giacitura pianeggiante con pendenza inferiore al 7% , terreni
profondi di medio impasto con ottimo equilibrio tra le componenti sabbiose argillose e limose; con permeabilità medio-alta classificato come neutro/ sub-alcalino.

VINIFICAZIONE

terza decade di Settembre
totale
lavoro di cappello e vinaccia con ossigenazioni e follature
22-28
lieviti selezionati aggiunti
in serbatoi di acciaio
in serbatoi di acciaio inox per i primi sei

in bottiglia sei mesi.

grado alcoolico 13,00% vol.
acidità totale 6,20 g/l
anidride solforosa tot. 70 mg/l
pH 3,74








“Vigna del Galluccio” Vino Bianco I.G.T. Salento Chardonnay
(annata 2006)

“Vigna del Galluccio” Vino Bianco I.G.T. Salento Chardonnay
(annata 2006)
Tipo:
Varietà:
Nome del Vigneto:
Zona di produzione:
Anno di impianto
Sistema di allevamento:
Quantità bottiglie annata:
Densità di impianto:
Resa per ha:
Resa per pianta:
Superficie vigneti: Altimetria:
Falda profonda:
Esposizione:
Tipologia Terreno:






Epoca di vendemmia:
Diraspatura:
Macerazione:
Temperatura di fermentazione:
Lieviti:
Fermentazione malolattica:
Invecchiamento:

Affinamento:

Analisi chimica:





vino bianco da uve a bacca bianca
Chardonnay 100%
“Scazzi”( San Pancrazio Salentino)
I.G.T Puglia Bianco
1986
Spalliera bassa.
25.000 bott 0,750
6.000 ceppi/ha
95 qli/ha
1.600 Kg/pianta circa
6,00 ha per IGT
60-65 mt. s.l.m.
sotto 45 mt. l.m
nord est ( San Pancrazio Salentino)
giacitura pianeggiante con pendenza inferiore al 7 % , terreni
carsici, sabbiosi, argillosi con permeabilità buona..

VINIFICAZIONE



prima decade di Settembre
totale
autovinificatori in acciaio
controllata
lieviti selezionati
in serbatoi di acciaio
no

in bottiglia quattro mesi.

grado alcoolico 11,00 % vol.
acidità totale 6,70 g/l
anidride solforosa tot. 60 mg/l
pH 3,50

Sapori Regionali

mercoledì 16 dicembre 2009

Tabella tasso alcolemico

Sono in vigore dal 23.09.2008 le tabelle per il calcolo del tasso di concentrazione di alcol nel sangue, la cosiddetta alcolemia. La legge prescrive che siano obbligatoriamente esposte all'entrata, all'interno e all'uscita dei locali commerciali e che la somministrazione delle bevande alcoliche cessi dopo le ore 02 della notte. Le tabelle, previste peraltro dalla legge n. 160/07, hanno un valore puramente indicativo per evitare il superamento del limite legale di alcolemia di 0,5 grammi per litro, così come rilevabile dagli alcol-test. Il nuovo decreto attuativo chiarisce che non esistono livelli di consumo alcolico sicuri alla guida e che, a parità di quantità di alcol consumate, vi sono molti fattori individuali che possono determinare variazioni significative del livello alcolemico, come ad esempio l’assunzione di farmaci, anche di uso comune. I valori di alcolemia ricavabili dalle tabelle in base al consumo personale non hanno quindi una validità legale: sono soltanto dei riferimenti per prevenire i rischi legati all’assunzione di alcol per la sicurezza stradale. L’autovalutazione è tuttavia un ausilio perché consente una stima a partire da quantità predeterminate delle bevande alcoliche più comuni. Per il resto, i valori si ricavano grazie a un insieme limitato di fattori: sesso, età, peso corporeo e il fatto che si sia a stomaco pieno o a digiuno. Il valore individuato è riferito ad un’assunzione effettuata entro 60-100 minuti precedenti. Di seguito pubblicamo le tabelle:

TABELLA DESCRITTIVA DEI PRINCIPALI SINTOMI CORRELATI
AI DIVERSI LIVELLI DI CONCENTRAZIONE ALCOLEMICA
(Art. 6 del decreo-legge 3 agosto 2007 n. 117 convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1. della legge 2 ottobre 2007, n. 160)
LIMITE LEGALE DEL TASSO ALCOLEMICO PER LA GUIDA:
0,5 GRAMMI per LITRO
Concentrazione di alcol nel sangue
(g/L)
Sensazioni più frequenti (*)
Effetti progressivi e abilità compromesse (*)
0
Nessuna
Nessuna
0.1-0.2
Iniziale sensazione di ebbrezza.
Iniziale riduzione delle inibizioni e del controllo.
Affievolimento della vigilanza, attenzione e controllo.
Iniziale riduzione del coordinamento motorio.
Iniziale riduzione della visione laterale.
Nausea.
0.3-0.4
Sensazione di ebbrezza.
Riduzione delle inibizioni, del controllo e della percezione del rischio.
Riduzione delle capacità di vigilanza, attenzione e controllo.
Riduzione del coordinamento motorio e dei riflessi.
Riduzione della visione laterale.
Vomito.
0.5 g/L : LIMITE LEGALE DEL TASSO ALCOLEMICO PER LA GUIDA
0.5-0.8
Cambiamenti dell’umore.
Nausea, sonnolenza.
Stato di eccitazione emotiva.
Riduzione della capacità di giudizio.
Riduzione della capacità di individuare oggetti in movimento e della visione laterale.
Riflessi alterati.
Alterazione delle capacità di reazione agli stimoli sonori e luminosi.
Vomito.
0.9-1.5
Alterazione dell’umore.
Rabbia.
Tristezza.
Confusione mentale, disorientamento.
Compromissione della capacità di giudizio e di autocontrollo.
Comportamenti socialmente inadeguati.
Linguaggio mal articolato.
Alterazione dell’equilibrio.
Compromissione della visione, della percezione di forme, colori, dimensioni.
Vomito.
1.6-3.0
Stordimento.
Aggressività.
Stato depressivo.
Apatia.
Letargia.
Compromissione grave dello stato psicofisico.
Comportamenti aggressivi e violenti.
Difficoltà marcata a stare in piedi o camminare.
Stato di inerzia generale.
Ipotermia.
Vomito.
3.1-4.0
Stato di incoscienza
Allucinazioni.
Cessazione dei riflessi.
Incontinenza.
Vomito.
Coma con possibilità di morte per soffocamento da vomito.
Oltre 4
Difficoltà di respiro, sensazione di soffocamento.
Sensazione di morire.
Battito cardiaco rallentato.
Fame d’aria.
Coma.
Morte per arresto respiratorio.
Lo staff di Sapori Regionali ( prodotti tipici italiani).

sabato 12 dicembre 2009

Strozzetti -

STROZZETTI ( prodotti tipici del salento)
PROCESSO DI LAVORAZIONE DEGLI STROZZETTI:

Si prepara un impasto con farina di grano tenero, acqua, zucchero, burro, uova, cioccolato fondente, mandorle, liquore San Marzano, cannella, latte, lievito, scorza di limone e arancia grattugiata.
L’impasto viene lavorato a mano sino a raggiungere un amalgama completo fra tutti gli ingredienti.
L’impasto si lasca riposare per circa 1 ora, per poi essere lavorato, sempre a mano, modellandolo nella forma di uno sfilatino.
Gli sfilatini ottenuti sono poi infornati nel forno a legna con fuoco lento a bassa temperatura per darne la doratura.
Dopo questa prima fase lo sfilatino viene manualmente tagliato verticalmente per ottenere la classica forma degli strozzetti; questi vengono nuovamente infornati nel forno a legna e tenuti circa 3 ore per la biscottatura .
Dopo la cottura vengono disposti in apposite teglie per il raffreddamento.
Tutti i prodotti utilizzati sono di provenienza italiana.
La lavorazione manuale risulta evidente perché non troverete mai due strozzetti perfettamente identici nella forma e nelle dimension


Antico Forno a Legna
del Salento


STROZZETTI:
Conf. gr. 200 in sacchetto – Consumabili entro 11 mesi

INGREDIENTI:
Farina di grano tenero, acqua, zucchero, burro, uova, cioccolato fondente, mandorle, liquore San Marzano, cannella, latte, lievito, scorza di limone e arancia grattugiata .

La farina è ottenuta da grano tenero coltivato e macinato in Italia.

Prodotto cotto nel forno in pietra alimentato da fascine di ulivo
con lavorazione a lenta lievitazione naturale.

Lo staff di Sapori Regionali.
http://www.saporiregionali.it/

Cantucci -

CANTUCCINI ( prodotti tipici pugliesi)
PROCESSO DI LAVORAZIONE DEI CANTUCCINI:

Si prepara un impasto con farina di grano tenero, acqua, olio di oliva, zucchero, uova, mandorle a pezzetti, latte, lievito, scorza di limone e arancia grattugiata, bacche di vaniglia .
L’impasto viene lavorato a mano sino a raggiungere un amalgama completo fra tutti gli ingredienti.
L’impasto si lasca riposare per circa 1 ora, per poi essere lavorato, sempre a mano, modellandolo nella forma di uno sfilatino.
Gli sfilatini ottenuti sono poi infornati nel forno a legna con fuoco lento a bassa temperatura per darne la doratura.
Dopo questa prima fase lo sfilatino viene manualmente tagliato verticalmente per ottenere la classica forma dei cantuccini; questi vengono nuovamente infornati nel forno a legna e tenuti circa 3 ore per la biscottatura .
Dopo la cottura vengono disposti in apposite teglie per il raffreddamento.
Tutti i prodotti utilizzati sono di provenienza italiana.
La lavorazione manuale risulta evidente perché non troverete mai due cantuccini perfettamente identici nella forma e nelle dimensioni.

Codice prodotto per ordinativi: 2811081

Antico Forno a Legna
del Salento

Cantuccini:
Conf. gr. 200 in sacchetto – Consumabili entro 11 mesi

INGREDIENTI:
Farina di grano tenero, acqua, olio di oliva, zucchero, uova, mandorle a pezzetti, latte, lievito, scorza di limone e arancia grattugiata, bacche di vaniglia .

La farina è ottenuta da grano tenero coltivato e macinato in Italia.

Prodotto cotto nel forno in pietra alimentato da fascine di ulivo
con lavorazione a lenta lievitazione naturale.



Lo staff di sapori Regionali

Amaretti -

AMARETTI ( prodotti tipici Salentini)

PROCESSO DI LAVORAZIONE DEGLI AMARETTI:

Si prepara un impasto con farina di grano tenero, acqua, mandorle bianche tritate, zucchero, albume bianco di uova, burro, cioccolato fondente, liquore San Marzano, cannella, latte, lievito, scorza di limone grattugiato. L’impasto viene lavorato a mano sino a raggiungere un amalgama completo fra tutti gli ingredienti.
L’impasto si lasca riposare per circa 1 ora, per poi essere lavorato, sempre a mano, modellandolo nella forma degli amaretti.
Vengono poi infornati nel forno a legna e tenuti per circa 1 ora con fuoco lento a bassa temperatura.
Dopo la cottura vengono disposti in apposite teglie per il raffreddamento.
Tutti i prodotti utilizzati sono di provenienza italiana.
La percentuale di mandorle presenti nel prodotto è molto elevata, e la farina viene utilizzata al minimo necessario per amalgamare l’impasto.
La lavorazione manuale risulta evidente perché non troverete mai due amaretti perfettamente identici nella forma e nelle dimensioni.

Codice prodotto per ordinativi: 2811082

Antico Forno a Legna
del Salento

amaretti:
Conf. gr. 200 in sacchetto – Consumabili entro 11 mesi

INGREDIENTI:
Farina di grano tenero, acqua, mandorle bianche tritate, zucchero, albume bianco di uova, burro, cioccolato fondente, liquore San Marzano, cannella, latte, lievito, scorza di limone grattugiato

Prodotto cotto nel forno in pietra alimentato da fascine di ulivo.
con lavorazione a lenta lievitazione naturale.


Lo staff di Sapori Regionali.

Cioppini -

CIOPPINI: ( prodotti tipici artigianali)

PROCESSO DI LAVORAZIONE DEI CIOPPINI BOLLITI:

In premessa ci teniamo a sottolineare che la farina di grano tenero proviene da frumento coltivato e macinato in Italia.
Si prepara un impasto con farina di grano tenero, acqua, olio di oliva, vino bianco, sale, lievito ed aromi naturali nelle produzioni speziate. La lavorazione dell'impasto per la realizzazione dei cioppini bolliti è fatta molto lentamente. L’impasto si lascia riposare circa 2 ore per poi essere lavorato con un lento procedimento manuale che modella l’impasto nella forma dei cioppini. Questi vengono immersi nell’acqua calda per essere bolliti e poi lasciati riposare per altre 2 ore per permetterne la lievitazione, quindi infornati nel forno a legna per dargli la doratura. Successivamente vengono sfornati, staccati l’uno dall’altro e nuovamente infornati per l’essiccatura per circa 4 ore.
Il risultato lo lasciamo giudicare al consumatore.
Sono indicati per spuntini e come compagnia negli aperitivi;
a differenza dei numerosi snack presenti sul mercato, sono realizzati con prodotti naturali e privi di grassi aggiunti.

Cioppini di grano tenero all’olio


Cioppini di grano tenero al finocchio

Cioppini di grano tenero al sesamo

Cioppini di grano tenero alla pizzaiola piccante

Antico Forno a Legna
del Salento

Cioppini:
Conf. gr. 250 in sacchetto – Consumabili entro 18 mesi

INGREDIENTI:
Farina di grano tenero, acqua, olio di oliva, vino bianco, sale, lievito naturale .
Nelle produzioni con aromi naturali con l’aggiunta di finocchio, o sesamo, o pizzaiola piccante.

La farina è ottenuta da grano tenero coltivato e macinato in Italia.

Prodotto cotto nel forno in pietra alimentato da fascine di ulivo
con lavorazione a lenta lievitazione naturale.



Lo staff di Sapori Regionali.

Le chicce -

LE CHICCHE: ( prodotti artigianali tipici del Salento)
PROCESSO DI LAVORAZIONE DELLE CHICCHE BOLLITE:

In premessa ci teniamo a sottolineare che la farina di grano tenero proviene da frumento coltivato e macinato in Italia.
Si prepara un impasto con farina di grano tenero, acqua, olio di oliva, vino bianco, sale, lievito ed aromi naturali nelle produzioni speziate. La lavorazione dell'impasto per la realizzazione delle chicche è fatta molto lentamente. L’impasto si lascia riposare circa 2 ore per poi essere lavorato con un lento procedimento manuale che modella l’impasto nella forma delle chicche. Queste vengono immerse nell’acqua calda per essere bollite e poi lasciate riposare per altre 2 ore per permetterne la lievitazione, quindi infornate nel forno a legna per darle la doratura. Successivamente vengono sfornate, staccate l’una dall’altra e nuovamente infornate per l’essiccatura per circa 4 ore.
Il risultato lo lasciamo giudicare al consumatore.
Sono indicate per spuntini e come compagnia negli aperitivi;
a differenza dei numerosi snack presenti sul mercato, sono realizzate con prodotti naturali e prive di grassi aggiunti.


Chicche di grano tenero all’olio

Chicche di grano tenero al finocchio

Chicche di grano tenero al sesamo

Chicche di grano tenero alla pizzaiola piccante

Antico Forno a Legna
del Salento

Le chicche:
Conf. gr. 250 in sacchetto – Consumabili entro 18 mesi

INGREDIENTI:
Farina di grano tenero, acqua, olio di oliva, vino bianco, sale, lievito naturale
Nelle produzioni con aromi naturali con l’aggiunta di finocchio, o sesamo, o pizzaiola piccante

La farina è ottenuta da grano tenero coltivato e macinato in Italia.

Prodotto cotto nel forno in pietra alimentato da fascine di ulivo.
con lavorazione a lenta lievitazione naturale.

Lo staff di Sapori Regionali.

Tarallini bolliti -

TARALLINI BOLLITI: ( prodotti artigianali tipici del salento e della Puglia)

I tarallini hanno un processo di lavorazione rigorosamente manuale, infatti non troverete mai due taralli perfettamente uguali.
Sono indicati per spuntini e come compagnia negli aperitivi;
a differenza dei numerosi snack presenti sul mercato, sono realizzati con prodotti naturali e privi di grassi aggiunti.

PROCESSO DI LAVORAZIONE DEI TARALLINI BOLLITI

In premessa ci teniamo a sottolineare che la farina di grano tenero proviene da frumento coltivato e macinato in Italia.
Si prepara un impasto con farina di grano tenero, acqua, olio di oliva, vino bianco, sale, lievito ed aromi naturali nelle produzioni speziate. La lavorazione dell'impasto per la realizzazione dei tarallini bolliti è fatta molto lentamente. L’impasto si lascia riposare circa 2 ore per poi essere lavorato con un lento procedimento manuale che modella l’impasto nella forma dei tarallini. Questi vengono immersi nell’acqua calda per essere bolliti e poi lasciati riposare per altre 2 ore per permetterne la lievitazione, quindi infornati nel forno a legna per dargli la doratura. Successivamente vengono sfornati, staccati l’uno dall’altro e nuovamente infornati per l’essiccatura per circa 4 ore.
Il risultato lo lasciamo giudicare al consumatore.


Tarallini bolliti di grano tenero all’olio

Tarallini bolliti di grano tenero al finocchio

Tarallini bolliti di grano tenero al sesamo

Tarallini bolliti di grano tenero alla pizzaiola piccante

Antico Forno a Legna
del Salento

Tarallini bolliti:
Conf. gr. 250 in sacchetto – Consumabili entro 18 mesi

INGREDIENTI:
Farina di grano tenero, acqua, olio di oliva, vino bianco, sale, lievito naturale.
Nelle produzioni con aromi naturali con l’aggiunta di finocchio, o sesamo, o pizzaiola piccante.

La farina è ottenuta da grano tenero coltivato e macinato in Italia.

Prodotto cotto nel forno in pietra alimentato da fascine di ulivo.
con lavorazione a lenta lievitazione naturale.

Lo staff di Sapori Regionali.

Tarallini forno a legna -

TARALLINI FORNO A LEGNA: ( prodotti tipici artigianali Pugliesi)

I tarallini hanno un processo di lavorazione rigorosamente manuale, infatti non troverete mai due taralli perfettamente uguali.
Sono indicati per spuntini e come compagnia negli aperitivi; A differenza dei numerosi snack presenti sul mercato, sono realizzati con prodotti naturali e privi di grassi aggiunti.

PROCESSO DI LAVORAZIONE DEI TARALLINI AL FORNO A LEGNA

In premessa ci teniamo a sottolineare che la farina di grano tenero proviene da frumento coltivato e macinato in Italia.
Si prepara un impasto con farina di grano tenero, acqua, olio di oliva, vino bianco, sale, lievito ed aromi naturali nelle produzioni speziate. La lavorazione dell'impasto per la realizzazione dei tarallini viene fatta molto lentamente. L’impasto si lascia riposare circa 2 ore per poi essere lavorato con un lento procedimento manuale che modella l’impasto nella forma dei tarallini. Questi vengono lasciati riposare per altre 2 ore per permetterne la lievitazione, poi pennellati uno per uno con albume e tuorlo di uova fresche e infornati nel forno a legna per dargli la doratura. Successivamente vengono sfornati, staccati l’uno dall’altro e nuovamente infornati per l’essiccatura per circa 4 ore.
Il risultato lo lasciamo giudicare al consumatore.


Tarallini di grano tenero alla pizzaiola piccante

Tarallini di grano tenero alla pizzaiola dolce

Tarallini di grano tenero al finocchio

Tarallini di grano tenero all’olio

Antico Forno a Legna
del Salento

Tarallini al forno a legna
Conf. gr. 250 in sacchetto – Consumabili entro 18 mesi

INGREDIENTI:
Farina di grano tenero, acqua, olio di oliva, vino bianco, sale, lievito naturale
Nelle produzioni con aromi naturali con l’aggiunta di finocchio,
o pizzaiola piccante, o pizzaiola dolce.

La farina è ottenuta da grano tenero coltivato e macinato in Italia.

Prodotto cotto nel forno in pietra alimentato da fascine di ulivo.
con lavorazione a lenta lievitazione naturale.

Lo staff di Sapori Regionali.

Tarallini forno a legna -

TARALLINI FORNO A LEGNA: ( prodotti tipici)

I tarallini hanno un processo di lavorazione rigorosamente manuale, infatti non troverete mai due taralli perfettamente uguali.
Sono indicati per spuntini e come compagnia negli aperitivi;
a differenza dei numerosi snack presenti sul mercato, sono realizzati con prodotti naturali e privi di grassi aggiunti.

PROCESSO DI LAVORAZIONE DEI TARALLINI
AL FORNO A LEGNA:

In premessa ci teniamo a sottolineare che la farina di grano tenero proviene da frumento coltivato e macinato in Italia.
Si prepara un impasto con farina di grano tenero, acqua, olio di oliva, vino bianco, sale, lievito ed aromi naturali nelle produzioni speziate. La lavorazione dell'impasto per la realizzazione dei tarallini viene fatta molto lentamente. L’impasto si lascia riposare circa 2 ore per poi essere lavorato con un lento procedimento manuale che modella l’impasto nella forma dei tarallini. Questi vengono lasciati riposare per altre 2 ore per permetterne la lievitazione, poi pennellati uno per uno con albume e tuorlo di uova fresche e infornati nel forno a legna per dargli la doratura. Successivamente vengono sfornati, staccati l’uno dall’altro e nuovamente infornati per l’essiccatura per circa 4 ore.
Il risultato lo lasciamo giudicare al consumatore.


Tarallini di grano tenero alla pizzaiola piccante

Tarallini di grano tenero alla pizzaiola dolce

Tarallini di grano tenero al finocchio

Tarallini di grano tenero all’olio


Antico Forno a Legna
del Salento

Tarallini al forno a legna
Conf. gr. 250 in sacchetto – Consumabili entro 18 mesi

INGREDIENTI
Farina di grano tenero, acqua, olio di oliva, vino bianco, sale, lievito naturale
Nelle produzioni con aromi naturali con l’aggiunta di finocchio,
o pizzaiola piccante, o pizzaiola dolce

La farina è ottenuta da grano tenero coltivato e macinato in Italia

Prodotto cotto nel forno in pietra alimentato da fascine di ulivo
con lavorazione a lenta lievitazione naturale
Sapori Regionali

Friselline vari gusti -

FRISELLINE DI GRANO TENERO: ( prodotti tipici fatti a mano)


Le friselline di grano tenero sono friabili e per questo si possono consumare senza essere ammollate in acqua.
Nel nostro forno la lavorazione di ogni prodotto, e dunque anche delle friselline, è rigorosamente manuale: infatti è difficile trovare due pezzi perfettamente uguali.
Le proponiamo sia naturali che arricchite da aromi e spezie nelle versioni :
- all’olio- con olive nere denocciolate e tritate
- con pizzaiola piccante- con pizzaiola dolce
Come le frise sono un alimento sano, ricco di amido e proteine vegetali, e privo di grassi aggiunti presenti invece nella maggior parte degli snack in commercio.
La fantasia ed il gusto del consumatore può creare delle preparazioni con salse e condimenti naturali che esaltano il prodotto.
Ideali per aperitivi e merende.


Friselline di grano tenero alle olive nere

Friselline di grano tenero alla pizzaiola piccante

Friselline di grano tenero alla pizzaiola dolce

Friselline di grano tenero all’olio


Antico Forno a Legna
del Salento

FRISELLINE DI GRANO TENERO
Conf. gr. 250 in sacchetto – Consumabili entro 18 mesi

INGREDIENTI
Farina di grano tenero, acqua, olio di oliva, vino bianco, sale, lievito naturale.
Nelle produzioni con aromi naturali con l’aggiunta di olive nere denocciolate, o pizzaiola piccante, o pizzaiola dolce.

La farina è ottenuta da grano tenero coltivato e macinato in Italia.

Prodotto cotto nel forno in pietra alimentato da fascine di ulivo
con lavorazione a lenta lievitazione naturale.


Lo staff di Sapori Regionali.

Friselline di grano e orzo -

FRISELLINE DI GRANO E FRISELLINE DI ORZO ( prodotti tipici del Salento)
Le friselline di grano e le friselline di orzo, uguali nei contenuti e nella fattura alle sorelle maggiori ma di dimensioni più piccole, sono una nostra proposta tesa a valorizzare al massimo la potenzialità delle frise che, oltre che nel modo classico (pomodoro, olio, sale ed origano), possono essere condite e servite con la fantasia del consumatore ( nell’ultima pagina vi proponiamo le nostre ricette per degustare le frise); una merenda con le friselline permette di degustare insieme più sapori e condimenti.

Friselline di grano

Fiselline di orzo


Antico Forno a Legna
del Salento

FRISELLINE DI GRANO E DI ORZO
Conf. gr. 250 in sacchetto – Consumabili entro 18 mesi

INGREDIENTI
Friselline di grano: Farina di grano duro, acqua, sale, lievito naturale.
Friselline di orzo: Farina di orzo, farina integrale, acqua, sale, lievito naturale.

La farina è ottenuta da grano coltivato e macinato nel Salento.

Prodotto cotto nel forno in pietra alimentato da fascine di ulivo
con lavorazione a lenta lievitazione naturale.
Lo staff di Sapori Regionali.

Frise di orzo -

FRISE DI ORZO: ( prodotti artigianali Pugliesi tipici del Salento)
Le frise di orzo erano, per i nostri contadini, l’alternativa alla frise di grano quando questo frumento era scarso e troppo costoso.
In tempi recenti è invece l’alternativa dietetica per chi predilige una alimentazione a base di fibre, senza rinunciare al piacere di un alimento sano e naturale.
La preparazione delle frise di orzo è uguale a quella delle frise di grano.


PROCESSO DI LAVORAZIONE DELLE FRISE:
( di grano e di orzo)
In premessa ci teniamo a sottolineare che la farina di grano duro, o di orzo ed integrale, provengono da frumento coltivato e macinato nel Salento.
Si prepara un impasto con farina di grano duro (o di orzo ed integrale), acqua, sale e lievito naturale. La lavorazione dell'impasto per la realizzazione delle frise viene fatta molto lentamente. L’impasto si lascia riposare circa 2 ore per poi essere lavorato con un lento procedimento manuale che modella l’impasto in ciambelle arrotolate. Queste vengono lasciate riposare per altre 2 ore per permetterne la lievitazione, e dopo infornate nel forno a legna per darle la doratura. Successivamente vengono sfornate e tagliate a metà, una per una, passandole su un filo di ferro teso, che ne attribuisce l’aspetto ruvido della parte interna. Vengono nuovamente messe nel forno a legna per essere biscottate, un procedimento antico che serve a mantenere inalterate le caratteristiche nutrizionali della frisa, facendone un prodotto a lunga conservazione.

Codice prodotto per ordinativi :
formato gr. 500
formato gr. 1000

Antico Forno a Legna
del Salento


FRISE DI ORZO
Conf. gr. 500 e gr. 1000 in sacchetto – Consumabili entro 18 mesi

INGREDIENTI
Farina di orzo, farina integrale, acqua, sale, lievito naturale.

La farina è ottenuta da grano coltivato e macinato nel Salento.

Prodotto cotto nel forno in pietra alimentato da fascine di ulivo
con lavorazione a lenta lievitazione naturale.
Lo staff di Sapori Regionali.

Frise di grano -

FRISE DI GRANO ( prodotti tipici del grande Salento Pugliese)




La tradizione vuole che le "frise" siano state portate da Enea quando sbarcò a Porto Badisco, nei pressi di Otranto: si tratta di ciambelle di pane biscottate nel forno, tagliate a metà, trasversalmente da un filo, e cotte una seconda volta a forno tiepido; una volta la frisa era il pasto tradizionale dei nostri contadini che la condivano con pomodoro fresco, rughetta e olio extravergine di d'oliva.
Oggi la frisa è diventata un pasto prelibato che rientra a pieno titolo nella dieta mediterranea.
È un alimento a lunga conservazione che, da crostino duro, si rivitalizza e si ammorbidisce a contatto dell’acqua.
Le frise, autentico capolavoro di sobrietà, intelligenza e sapore, si bagnano con acqua e si condiscono con olio, pomodori, sale e origano. Qualche volta si arricchiscono di altri condimenti come rucola, peperoni, erba di mare (crithimum maritimus), e peperoncino e, in questo caso, vengono denominate "friseddhre 'ncapunate".
Le frise sono un alimento sano ricco di amido e proteine vegetali, e privo di grassi aggiunti presenti invece nella maggior parte degli snack in commercio.
Sono ricche di: proteine, amido, vitamine del gruppo B, fibra alimentare, (frise integrali)
Sono consigliate: nell'alimentazione di tutti i giorni, anche nella prima infanzia, e nelle diete a base di alimenti facilmente digeribili.
Sono sconsigliate: le frise condite sono sconsigliate nelle diete ipocaloriche, nel morbo celiaco e quando è obbligatorio il consumo di prodotti rigorosamente privi di glutine.


Codice prodotto per ordinativi
formato gr. 500
formato gr. 1000


Antico Forno a Legna
del Salento


FRISE DI GRANO
Conf. gr. 500 e gr. 1000 in sacchetto – Consumabili entro 18 mesi

INGREDIENTI:
Farina di grano duro, acqua, sale, lievito naturale.

La farina è ottenuta da grano coltivato e macinato nel Salento.

Prodotto cotto nel forno in pietra alimentato da fascine di ulivo
con lavorazione a lenta lievitazione naturale.
Lo staff di Sapori Regionali.
http://www.saporiregionali.it/

lunedì 7 dicembre 2009

Coopagri Barone Galluccio: olio, vino e verdure

COOPAGRI: Le tre terre, Galolio e natura Viva Bio Salento.
La storia dell'azienda Coopagri, è strettamente legata al territorio in cui è collocata l'azienda stessa. Situata in una superficie di più di 200 ettari, l'azienda Coopagri si sviluppa in agro di San Pancrazio Salentino provincia di Brindisi ed assume grandissima importanza sin dal VIII° secolo a.c.. Il nome "Le tre Terre" trae le sue origini, proprio dalla naturale collocazione in cui era posizionata l'azienda, area in cui si uniscono i territori delle province di Brindisi, Taranto e Lecce, territorio che dal 2007 è stato denominato il cosiddetto "Grande Salento". In prossimità dell'antica masseria dove prima sorgeva l'antico stabilimento realizzato nei primi anni del '900, sorge adesso la nuova cantina, che nel 2003 è stata completamente ristrutturata dal Barone Francesco Galluccio nel rispetto della vecchia struttura architettonica. L'opificio, è dotato di impianti tecnologici moderni di vinificazione, e completa l'intero ciclo produttivo con l'imbottigliamento portando a compimento il corso della filiera iniziato con la raccolta delle uve. La famiglia Galluccio trae le sue origini nel lontano 1281 quando il re Carlo I° conferì il titolo di Barone a Pietro e Riccardo Galluccio onorandoli con il titolo di "Cavalieri Fedeli". Dopo il 1480 con Re Ruggiero il Normanno proclamatosi Duca di Puglia e di Calabria e Re di Sicilia, la famiglia spostò il suo feudo in Calabria, a Crotone. Intorno al 1860 il Barone Giacomo Galluccio insediatosi nella provincia di Lecce a Noha frazione del Comune di Galatina, sposò la Baronessa Anna Balsamo Capece, ultima discendente della famiglia di origine napoletana, ereditando così il titolo di Barone di Corsano congiuntamente al feudo di Lecce e Brindisi. Dall'unione del Barone Giuseppe Galluccio con la nobildonna Tamburino Frisari il feudo si ampliò sino a giungere ai nostri giorni al figlio, l'attuale Barone Francesco Galluccio, amministratore e propietario della Coopagri che comprende Le Tre Terre, il marchio Galolio e quello Natura Viva Bio Salento. La Coopagri, vende olio 100% Salento, vino DOC e IGT del Salento nonchè verdure sott'olio. Per info E-mail info@coopagri.it
Lo staff di Sapori Regionali.

La patata

La patata è sostanzialmente un tubero, ed considerata uno dei più versatili tra gli ortaggi in commercio. La natura gli ha conferito il compito di riserva di sostanze nutritive tra cui l'amido, necessario per la pianta stessa, ma anche e soprattutto per l'uomo che ha saputo trarne vantaggio. Originaria dell'America, iniziò a diffondersi in Europa solo attorno alla fine del 1500. Utilizzate in migliaia di ricette tipiche, sono protagoniste in tutto il mondo per la preparazione di tantissimi gustosi piatti. Le patate si dividono in due qualità: "farinose", e "non farinose". Le prime sono ricche di amido e sono consigliate nelle ricette che prevedono la riduzione a purea delle stesse. Le seconde, invece, hanno poco contenuto di amido e si prestano meglio per la realizzazione di ricette che prevedono l'utilizzo delle stesse a pezzi. Queste due distinzioni ricordano l'originaria distinzione ormai non più esistente tra patata pasta gialla, più soda e compatta, piuttosto versatile ma particolarmente adatta per essere cucinata intera e per essere fritta e patata pasta bianca, di forma tonda, piuttosto farinosa quindi adatta alla preparazione di purè, sformati e qualunque piatto che ne prevede il taglio a pezzetti. Le patate novelle hanno la buccia sottile e si raccolgono nella stagione primaverile mentre in estate si raccolgono le precoci, semi-precoci e le tardive. Un cenno di attenzione meritano pure le cosiddette patate dolci utilizzate in tantissime ricette di contorni e dessert vari. Durante l'acquisto vanno preferite le patate senza imperfezioni e macchie nonchè priven di germogli grinze e spaccature ( bisogna fare molta attenzione alle parti germogliate in cui si sviluppano la solanina e la solanidina, alcaloidi che possono provocare intossicazioni). Le patate vanno conservate rispettando alcuni piccoli accorgimenti: in luogo fresco e al riparo della luce per evitare che diventino verdi. La temperatura non deve essere nè troppo umida nè troppo secca, la cantina sarebbe il luogo ideale. Mai conservarle in buste di plastica che le farebbero marcire dopo qualche giorno. Durante la cottura, sia se vengano fritte, bollite o al forno, vanno tagliate a pezzetti delle stesse dimensioni per garantire una cottura costante e omogenea. Per la cottura in forno è consigliabile pelarle e tagliarle a pezzi lasciandole a bagno in acqua fredda per mezz'ora circa. Si eviterà, così, che si rompano durante la cottura. Il tempo di cottura per patate lessate è di 40 minuti circa mentre quello per le patate fritte è di 7 minuti circa in olio bollente a 160°. Dal punto di vista organolettico, le patate sono ricche di acqua, vitamine e sali minerali. La presenza di potassio le rende un ottimo strumento contro l'ipertensione. Indicate anche in caso di anemie, mentre i diabetici devono farne un uso moderato. Buon appetito.

Lo staff di Sapori Regionali.

mercoledì 2 dicembre 2009

I conservanti nei salumi

I conservanti nei salumi: tutto quello che bisogna sapere:
Nei salumi, il problema dei conservanti, è rapprese ntato sostanzialmentedalla presenza dei nitriti e dei nitrati. I primi ( E 249 e E 250) sono additivi che hanno la funzione di inibire la crescita delle forme vegetative, ma si legano ad una parte delle proteine della carne, dando luogo a composti considerati da molti studiosi cancerogeni. I secondi ( E 251 e E252) vengono trasformati in nitriti e quindi fungono da riserva per garantire la conservazione degli insaccati nel tempo. Anche questi sono considerati cancerogeni. La vitamina "C" e gli altri antiossidanti inibiscono la formazione di queste sostanze "nitrossammine" e, pertanto, inibiscono la pericolosità di questi additivi. Per le donne in stato di garvidanza si sconsigliano i prosciutti poco cotti o peggio crudi per via della toxoplasmosi che potrebbe provocare seri problemi di malformazione al feto.

Lo staff di Sapori Regionali.

lunedì 30 novembre 2009

Normativa sulle bevande alcooliche

La somministrazione di bevande alcooliche:
I riferimenti normativi sulle bevande alcooliche sono:
( R.D. 18.06.1931 nr.773; R.D. 06.05.1940 nr.635; L. 25.08.1991 nr.287 e L. 30.03.2001 nr.125).
La somministrazione di bevande alcooliche è disciplinata dalla legge 287/91. La stessa stabilisce che le autorizzazioni amm/ve di tipologia "A", somministrazioni di alimenti e bevande, quelle di tipologia "B", somministrazione di bevande e quelle di tipologia "C", somministrazione di alimenti e bevande congiuntamente ad attività di trattenimento e svago, consentono la somministrazione di bevande alcooliche di qualsiasi gradazione mentre in quelle di tipologia "D" è esclusa la somministrazione di questo tipo bevande. La somministrazione di bevande alcooliche aventi un contenuto di alcool superiore al 21 % del vol., non è consentita:
1) negli esercizi connessi ad impianti sportivi, sagre, fiere, ecc.;
2) nel corso di manifestazioni sportive o musicali all'aperto; (il Sindaco - autorità Locale di Pubblica sicurezza-, con propria ordinanza, può, eccezionalmente e temporaneamente, estendere tale divieto anche alle bevande con contenuto alcoolico inferiore al 21% vol.). Se le autorizzazioni di tipologia "C" sono rilasciate nel contesto di impianti sportivi, fiere ecc.), è esclusa, nel caso specifico, la possibilità di somministrare bevande alcooliche con gradazione superiore al 21% vol.
Anche il T.U.L.P.S., disciplina la somministrazione delle bevande alcooliche ed in particolare: l'art.181 TULPS vieta la somministrazione al minuto di bevande alcooliche come prezzo di scommessa o di gioco; l'art. 188 TULPS stabilisce che i minori di anni 18 non possono essere adibiti alla somministrazione al minuto di bevande alcooliche negli esercizi pubblici. Il Decreto Legislativovo nr. 114 del 31.03.1998 stabilisce il divieto, all'articolo 30, di vendere su aree pubbliche, bevande alcooliche di qualsiasi gradazione diverse da quelle poste in vendita in recipienti chiusi. Il D.L. nr.117 del 03.08.2007 al fine di aumentere e garantire la sicurezza stradale ha disposto che tutti i titolari ed i gestori di locali in cui si svolgono spettacoli o altre forme di intrattenimento, congiuntamente all'attività di vendita di bevande alcooliche, devono necessariame interrompere la somministrazione delle bevande alcooliche dopo le ore 02 e assicurarsi che all'uscita del locale sia possibile effetturare in maniera volontaria la misurazione del tasso alcolemico con l'obbligo di esporre, altresì, all'entrata, all'interno ed all'uscita del locale le apposite tabelle che riproducono i sintomi correlati alla concentrazione alcolemica nell'aria espirata e i vari livelli limite. Si definisce bevanda alcoolica quella che contiene alcool a in quantità superiore ad 1,2° di alcool; si definisce bevanda superalcoolica ogni bevanda con gradazione superiore al 21% di alcool in vol.. La vendita al banco di bevande superalcooliche è vietata, secondo la Legge 125/2001, nelle aree di servizio situate lungo le autostrade dalle ore 22:00 alle ore 6:00, pena una sanzione amm/va consistente nel pagamento di una somma da 2.582 a 5.164 euro. Gli articoli 689 e 691 del C.P. puniscono gli esercenti che somministrano in un locale pubblico bevande alcooliche ai minori di anni 16, a persone con problemi psichici evidenti ovvero a persone manifestamente già ubriache.
lo staff di Sapori Regionali.

domenica 29 novembre 2009

Galolio - olio del Salento: Barone Galluccio



GALOLIO "COOPAGRI": L'oro del grande Salento!!
Colocata nell'agro di San Pancrazio Salentino (BR), l'Azienda Coopagri si estende su una superficie di circa duecento ettari nella splendida cornice degli uliveti del Salento, il cui clima particolare ne ha favorito la coltivazione sin dai tempi antichi, consolidando il connubio tra l'olio, l'olivo e l'antica civiltà Messapica.
Il Barone Francesco Galluccio sostiene che: degustando il nostro olio, si rievocano gli sapori e i profumi della nostra terra, territorio ricco di tradizioni, arte, storia e cultura. La cura e l'attenzione rivolta alla produzione, garantisce ai consumatori un olio extra vergine tipico della Puglia. L'olio extra vergine di oliva "Galolio" è ottenuto dalla varietà di olive "Leccino", ed è grazie alla particolare attenzione riservata agli alberi durante tutto il processo di crescita e maturazione fino alla raccolta, che possiamo vantarne il fregio di olio Pugliese I.G.P.. Dal gusto fruttato e dal sapore leggermente piccante e vellutato, gradevole al palato, è ottimo se usato per esaltare i sapori della cucina mediterranea ma, avendo una notevole resistenza al calore, è indicato anche per una più gustosa cottura degli alimenti.
OLIO EXETRAVERGINE:
L'olio extravergine di oliva ha accompagnato il grande Salento per tutta la sua storia. Le numerose testimonianze storiche ed i racconti popolari tramandati nel tempo, gettano luce su come la cultura e la tradizione Salentina siano cresciute di pari passo con la coltura dell'olivo e dell'olio. Oggi, pur nel rispetto della tradizione, questo viene ottenuto tramite le tecnologie estrattive moderne che ne esaltano le proprietà organolettiche. Il cllima dolce, il terreno, la varietà di oliva "Leccina", mescolata ad altre varietà locali, la raccolta al giusto grado di maturazione, i tempi ridotti fra la raccolta e l'estrazione, e le corrette procedure di conservazione, sono i fattori che consentono all'olio extra vergine di acquisire un fruttato ed un sapore unico nel suo genere. L'olio, ritenuto in più sedi autorevoli di grandissimo pregio, si è conquistato consensi a livello internazionale. Caratteristiche dello stesso nella varietà extra vergine sono: valori di acidità libera e numero di perossidi molto bassi, indici spettrofotometrici nella norma e tutti comunque ampiamente al di sotto degli standards imposti dalla Comunità Europea. Infine, un cenno merita la considerevole presenza di Polifenoli antiossidanti naturali che, nell'olio in questione, serve a preservarlo dall'invecchiamento. Se a queste caratteristiche si aggiunge una gestione scrupolosa nella coltivazione e nella trasformazione, sempre con un occhio attento alla salvaguardia dell'ambiente, risulterà evidente l'eccezzionalità del prodotto finale. La sommatoria di tutti questi fattori non può che dar luogo ad un olio extra vergine di oliva a dir poco eccellente.
L'azienda Coopagri effettua vendite all'ingrosso di olio per aziende: per info 345/2411296.

Lo staff di Sapori Regionali.

giovedì 26 novembre 2009

La polenta

Uno dei cibi più amati e diffusi della tradizione gastronomica italiana, che oggi, grazie alla volontà e alla necessità di tornare a gustare gli antichi sapori di un tempo, abbiamo riscoperto. Tanto tempo fà veniva considerato un cibo decisamente povero. Oggi, invece, è oggetto di rivalutazione da parte dei cultori del cibo che hanno riassaporato appunto l'antica cultura e l'estrema versatilità gastronomica. La polenta tradizionale è quella fatta con farina di mais ed ha il colore dell'oro, ma i buongustai sanno che può anche essere fatta con il farro, l'orzo, il miglio, il segale, le castagne e i legumi. La cosa importante è che gli ingredienti siano genuini e che vengano utilizzate le tecniche di preparazione di un tempo in cui il cibo aveva una sua ritualità e la tavola imbandita rappresentava davvero un momento importante di ritrovo e di convivialità. Le origini di questa delizia sono molto antiche infatti l'usanza di cuocere la farina di granoturco nell'acqua bollente era propria degli indigeni dell'america meridionale. In quei tempi, le polente erano arricchite con i legumi, carni e formaggi che determinavano alla stessa l'arricchimento e quindi l'apporto di vitamine importantissime per il corpo umano. In questo modo, gli indigeni, evitavano di ammalarsi come invece accadeva invece ai nostri antenati europei che consumavano quasi quotidianamente la polenta senza l'apporto di altri elementi fondamentali per una dieta equilibrata. Dal punto di vista nutritivo, la polenta è un cibo che determina decisamente un buon apporto calorico: 100 gr. di polenta comportano l'assorbimento di 350 k/cal. circa, a seconda, ovviamente, del condimento e della tecnica di cucina utilizzata. Buon appetito.

Lo staff di Sapori Regionali.

Arance cachi e melone: i frutti di novembre

- Arance: un frutto importantissimo per il contenuto di vitamina "C". Raggiunge la piena maturazione nel mese di novembre e dicembre, a seconda delle qualità. L'arancia è il frutto più diffuso nel mondo. Si possono trovare diverse di varietà. Alcune sono a polpa bionda come la navelina e la washington , altre a polpa rossa per via dei pigmenti contenuti come il sanguinello rosso e il tarocco. Nel nostro paese una ventina di varietà vengono coltivate come frutta da tavola ed altrettante per spremuta. Le varietà a polpa rossa, vengono coltivate principalmente in Sicilia, dove trovano il microcrlima migliore per svilupparsi e produrre al massimo. Le arance dolci non vengono consumate solo come frutta fresca ma, soprattutto nel caso di quelle a polpa bionda, per la produzione di guustosi succhi di frutta e confetture varie, ma anche per la produzione di canditi e frutta secca. Se si deve utilizzare la buccia per le ricette, soprattutto di dolci, vanno scelte le arance assolutamente non trattate. I frutti migliori sono quelli più sodi, ricchi di succo e con la buccia comunque lucida ed integra.

- I cachi: vanno acquistati soltanto se si è sicuri che abbiano raggiunto la giusta maturazione, infatti, se consumato ancora acerbo, può provocare la classica sensazione da "bocca legata". È una sensazione gustativa di asprezza e ruvidità che sulla lingua. Al tatto la polpa deve cedere leggermente altrimenti si potrebbe cadere nel caso opposto di troppa maturazione. In quest'ultimo caso, esternamente, la buccia presenta macchie e imperfezioni. I cachi apportano circa 65 k/cal per 100 gr. di frutto. Sono composti da circa 18% di zuccheri, il 78% di acqua, lo 0,80% di proteine, lo 0,40% di grassi oltre ad una ragionevole quantità dell'anzidetta vitamina "C". Sono ricchi di beta-carotene e di potassio. Hanno proprietà lassative e diuretiche e, per questo motivo, sono sconsigliati per chi soffre di diabete o ha problemi di peso eccessivo.

- Il melone bianco: per sceglierlo è necessario assicurarsi che la buccia sia integra e che il frutto sia profumato. Il melone giallo è ricco di potassio e vitamine "A" e "C", e contiene anche calcio, fosforo.e ferro. Ha un alto indice di sazietà, per cui è molto indicato nelle diete ipocaloriche. Ha elevate proprietà dissetanti ed è un ottimo diuretico.

Lo staff di Sapori Regionali.

martedì 24 novembre 2009

Il complesso vitaminico B

Il complesso vitaminico "B" è assolutamente indispensabile per il metabolismo cellulare, ed in particolare per la nutrizione e per la respirazione. Le vitamine del complesso "B" si compensano e si completano a vicenda. Le indicazioni principali del complesso vitaminico sono le convalescenze, l'inappetenza, la gravidanza, le nevralgie, le infiammazioni orali, l'anemia, i disturbi della tiroide, le conseguenze di terapie antibiotiche ecc. ecc. Elenchiamo di seguito le vitamine B principali, facenti parte del complesso vitaminico:
1) La vitamina B1 è ricca nel riso, nei lieviti e nel frumento nonchè nelle arachidi, nelle noci, nei legumi e in gran parte degli ortaggi e della frutta. L'ipovitaminosi di vitamina B1 causa principalmente nevriti, mal di testa, stanchezza in genere, disturbi della memoria e inappetenza. La dose giornaliera necessaria è di 2 - 3 mg.
2) La vitamina B2 si trova sostanzialmente negli stessi alimenti in cui si trova la vitamina B1. La sua funzione principale riguarda la regolazione cellulare infatti, favorisce il metabolismo dei grassi degli zuccheri e dei protidi. Ha un'azione benefica sulla pelle e sulle mucose. Nei lattanti che accusano una carenza di vitabina B2 avranno un'evidente arresto della crescita mentre gli adulti uno stato generale di stanchezza con possibili crampi. Altri problemi legati all'ipovitaminosi, possono essere dusturbi gastrointestinali, problemi oculari e della pelle nonchè delle mucose. La dose quotidiana necessaria di vitamina B2 è di 1-2 mg. La vitamina B2 è meno sensibile al calore rispetto alla vitamina B1.
3) La vitamina B3 si trova nei lieviti, nel germe del grano nella pellicola del frumento e del riso nonchè in tante verdure e nella frutta fresca. Anche questa vitamina facente parte del complesso, è importante nel metabolismo degli zuccheri e dei grassi. L'ipovitaminosi B3 provoca stanchezza, insonnia e problemi all'apparato digestivo. Problemi alla pelle e disturbi nervosi. La dose necessaria giornaliera di vitamina B3 è di 18-20 mg.
4) La vitamina B5 si trova nei lieviti, nell'uovo, nei vegetali e nella pappa reale. Ha una funzione antinfettiva e protegge gli epiteli e le cellule epatiche. L'ipovitaminosi B5 comporta, pertanto, problemi al fegato, alla mucosa e all'apparato digerente. La dose quotidiana necessaria è di circa 10 mg.
5) La vitamina B6 si trova nei lieviti, nei vegetali, nell'uovo e nella pellicola di alcuni semi. Favorisce il metabolismo dei grassi e degli amminoacidi nonchè la formazione dell'emoglobina. Lipovitaminosi B6 comporta problemi cutanei e al fegato nonchè modificazioni ematiche. Il fabbisogno di questa vitamina è di 3-4 mg.
6) La vitamina B8 si trova in numerosi vegetali, negli arachidi, nelle carote, nei pomodori, negli spinaci, nei piselli, nei funghi e nei cavoli. Anche in questo caso la vitamina B8 è un protettore delle mucose e della pelle e, pertanto, l'ipovitaminosi B8 comportale specifici problemi della pelle e della mucosa, ma anche stanchezza in genere e problemi psichici.
7) La vitamina B9 più conosciuta anche come "acidi folico", si trova nelle foglie verdi dei vegetali: negli spinaci, nelle carote, nelle patate, nei cocomeri e anche nei lieviti. Favorisce il metabolismo degli ammonoacidi essenziali ed è indicato in caso di disturbi della digestione e nelle convalescenze. La dose quotidiana giornaliera media è di 100 - 200 millesimi di milligrammo. Si prescrive spesso nelle donne in gravidanza in quanto la carenza ( ipovitaminosi B9 ) pùò provocare danni evidenti al feto.
8) La vitamina B12 si trova nei lieviti, in alcuni ortaggi ed alghe nonchè nei pesci, nelle uova, nel latte nel grano e nel riso. E' definito come il più potente fattore antianemico infatti è indispensabile e necessario per la formazione dei globuli rossi. Favorisce il metabolismo dei grassi, dei glucidi e degli amminoacidi. E' indicato nel caso di anemie, nevralgie, dolori muscolari affaticamento e allergie.
Lo staff di Sapori Regionali.

domenica 22 novembre 2009

La vitamina "A":
Definita la vitamina della crescenza, la vitamina "a" è indispensabile per i giovani infatti, contribuisce al nutrimento delle cartilagini, delle ossa, dei vasi sanguigni, degli organi digerenti e delle mucose e, pertanto, rappresenta, un fattore di ringiovamento. Ha effetti di regolazione sul sonno e sulla pressione dei vasi sanguigni. La carenza di questa fondamentale vitamina provoca disturbi agli occhi infatti, nel caso specifico, diminuisce la vista e cadono le ciglia. Si possono gonfiare pure le palpebre. In casi gravi si può arrivare pure alla cecità. La carenza di questa vitamina comporta, sulle ossa, l'arresto della crescita e la diminuzione della solidità delle stesse. Si avverte un senso di affaticamento, le unghie si rompono facilmente e i capelli si opacizzano. Anche l'eccesso di vitamina "A" che pùò provocare seri disturbi e, persino, sintomi simili al tumore cerebrale. La vitamina "A" si trova in natura nella maggior parte delle piante delle verdure e in molti frutti. La carota ne è ricca, ma ne sono ricche di vitamina "A" anche la cipolla, l'aglio, gli spinaci e il pomodoro. Ancora si trova nelle lenticchie, nelle patate, nelle arance e nelle albicocche, nel grano, nel latte nell'uovo e nel burro. Spesso le mamme molto scrupolose utilizzano per i lattanti e bambini latti scremati che provocano nei bimbi la carenza di vitamina "A", la cosiddetta "avitaminosi". La dose media giornaliera necessaria di vitamina "A" è di 2 mg. Nella fattispecie 100 gr. di carota ne contengono circa da 3 a 9 mg. mentre le insalate da 4 a 8 mg.

lo staff di Sapori Regionali.

sabato 21 novembre 2009

La vitamina "C"

La vitamina C è una delle più importanti e indispensabili per il nostro organismo. La sua funzione principale è quella antiossidante. Svolge, anche, la funzione anti- infettiva e tonificante. Influisce anche sulle funzioni della tiroide e all'azione delle surrenali. La carenza di vitamina "C" nel corpo umano provocava, un tempo, lo "scorbuto", malattia che colpiva i soldati che per molto tempo si nutrivano esclusivamente di cibi conservati in scatola. Oggi questo morbo non esiste perchè la vitamina C si trova nei vegetali freschi, nel cavolo, nel pomodoro, nel prezzemolo, nella cipolla, nei peperoni, nel limone, nelle castagne, nelle arance, nel pompelmo ecc. Manca, invece, nei legumi secchi comprese mandorle, cereali e noci. La dose quotidiana di vitamina "C" necessaria è variabile da individuo a individuo. In linea di massima, ad un bambino piccolo fino ad un anno ne bastano 30 mg. circa, ai bambini da 1 a 15 anni da 30 a 90 mg., mentre fino a 20 anni, l'organismo umano ne richiede quotidianamente 100 mg. es. 100 gr. di frutto di arancia e pompelo contengono da 50 a 100 mg. di vitamina "C".

Lo staff di Sapori Regionali.

martedì 17 novembre 2009

Truffa in agguato: attenzione ai pesci low cost

Attenzione: la truffa è in agguato.!!

Persico africano, Pangasio e Filapia al posto del merluzzo. La truffa è in agguato ai danni degli ignari consumatori in quanto sulle nostre tavole arrivano grandi quantità di pesce soprattutto dai mercati dell'africa e dell'asia. E' il sintomo evidente della crisi e della globalizzazione dei mercati. Un pesce low cost è il Persico africano: viene allevato nel lago Vittoria in condizioni molto precarie dal punto di vista ambientale. Arriva sui nostri mercati sotto forma di filetto congelato bianco, e pertanto, da molti spacciato per i più nobili dei filetti. Il Pangasio è un altro pesce low cost dallo scarsissimo valore nutrizionale ( continuene poche proteine, pochi grassi e moltissima acqua). Viene allevato nel fiume Mekong chè è uno dei fiumi più inquinati del globo terrestre. Sui nostri mercati arriva in filetti congelati e bianchi e da molti commercianti furbi viene spacciato, anche in questo caso per merluzzo o addirittura cernia. La Filapia, infine, è un'altra specie di pesce, ancora più economico degli altri proveniente dai paesi orientali. Stà pian piano conquistando i mercati europei in barba ai più rigidi controlli che vedono il nostro paese al primo posto per i controlli e la rintracciabilità. Questi sono pesci spesso conservati con l'aggiunta di conservanti pericolosi tra cui nitrati, solfiti e anidride solforosa. Bisogna pretendere l'etichettatura, la tracciabilità e la rintracciabilità. Sui nostri banchi delle pescherie devono essere descritte in modo visibile la denominazione commerciale italiana, il metodo utilizzato per la produzione e la zona di pesca. Quest'ultima indicazione può essere sostituita con una sigla. Ovviamente deve essere sempre indicato se il pesce è fresco congelato o decongelato. Chi non ottempera a questi obblighi, è soggetto ad una sanzione amm/va che va da 600 euro a 3500 euro. Se però si spaccia una specie di pesce invece di un'altra, si parla di frode in commercio e si transita dal campo amministrativo al campo penale con specifiche sanzioni più afflittive. Attenzione quindi!!
Lo staff di Sapori Regionali.

sabato 14 novembre 2009

Guida sotto l'effetto di sostanze alcoliche

Art. 186. Guida sotto l'influenza dell'alcool. (1)

1. È vietato guidare in stato di ebbrezza in conseguenza dell'uso di bevande alcoliche.

2. Chiunque guida in stato di ebbrezza è punito, ove il fatto noncostituisca più grave reato:
a) con l'ammenda da euro 500 a euro 2.000, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi perlitro (g/l). All'accertamento del reato consegue la sanzioneamministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da tre a sei mesi;
b) con l'ammenda da euro 800 a euro 3.200 e l'arresto fino a sei mesi, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad untasso alcolemico superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 grammi perlitro (g/l). All'accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno;
c) con l'ammenda da euro 1.500 a euro 6.000, l'arresto da tre mesi ad un anno, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad untasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro g/l). All'accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni. Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente è raddoppiata. La patente di guida è sempre revocata, quando il reato è commesso dal conducente di un autobus o di un veicolo di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5t. o di complessi di veicoli, ovvero in caso di recidiva nel biennio. Ai fini del ritiro della patente si applicano le disposizioni dell'articolo 223. Con la sentenza di condanna ovvero di applicazione della pena a richiesta delle parti, anche se e' stata applicata la sospensione condizionale della pena, è sempre disposta la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato ai sensi dell'articolo 240, secondo comma, del codice penale, salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea al reato. Il veicolo sottoposto a sequestro può essere affidato in custodia al trasgressore, salvo che risulti che abbia commesso in precedenza altre violazioni della disposizione di cui alla presente lettera. La procedura di cui ai due periodi precedenti si applica anche nel caso di cui al comma 2-bis. Se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, le pene di cui al comma 2 sono raddoppiate e, fatto salvo quanto previsto dalla lettera c) del medesimo comma 2, è disposto il fermo amministrativo del veicolo per novanta giorni, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea al reato. È fatta salva in ogni caso l’applicazione delle sanzioni accessorie previste dagli articoli 222 e 223. 2-ter. Competente a giudicare dei reati di cui al presentearticolo è il tribunale in composizione monocratica.2-quater. Le disposizioni relative alle sanzioni accessorie di cuiai commi 2 e 2-bis si applicano anche in caso di applicazione dellapena su richiesta delle parti.2-quinquies. Salvo che non sia disposto il sequestro ai sensi del comma 2, il veicolo, qualora non possa essere guidato da altra persona idonea, puo' essere fatto trasportare fino al luogo indicato dall'interessato o fino alla piu' vicina autorimessa e lasciato in consegna al proprietario o al gestore di essa con le normali garanzie per la custodia. Le spese per il recupero ed il trasporto sono interamente a carico del trasgressore. 2-sexies. L'ammenda prevista dal comma 2 è aumentata da un terzo alla metà quando il reato è commesso dopo le ore 22 e prima delle ore 7. 2-septies. Le circostanze attenuanti concorrenti con l'aggravante di cui al comma 2-sexies non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a questa. Le diminuzioni di pena si operano sulla quantità della stessa risultante dall'aumento conseguente alla predetta aggravante. 2-octies. Una quota pari al venti per cento dell'ammenda irrogata con la sentenza di condanna che ha ritenuto sussistente l'aggravante di cui al comma 2-sexies è destinata ad alimentare il Fondo contro l'incidentalità notturna.
3. Al fine di acquisire elementi utili per motivare l'obbligo di sottoposizione agli accertamenti di cui al comma 4, gli organi di Polizia stradale possono sottoporre i conducenti ad accertamenti qualitativi non invasivi o a prove, anche attraverso apparecchi portatili.

4. Quando gli accertamenti qualitativi di cui al comma 3 hanno dato esito positivo, in ogni caso d'incidente ovvero quando si abbia altrimenti motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi in stato di alterazione psicofisica derivante dall'influenza dell'alcool, gli organi di Polizia stradale anche accompagnandolo presso il più vicino ufficio o comando, hanno la facoltà di effettuare l'accertamento con strumenti e procedure determinati dal regolamento.

5. Per i conducenti coinvolti in incidenti stradali e sottoposti alle cure mediche, l'accertamento del tasso alcolemico viene effettuato, su richiesta degli organi di Polizia stradale di cui all'articolo 12, commi 1 e 2, da parte delle strutture sanitarie di base o di quelle accreditate o comunque a tali fini equiparate. Le strutture sanitarie rilasciano agli organi di Polizia stradale la relativa certificazione, estesa alla prognosi delle lesioni accertate, assicurando il rispetto della riservatezza dei dati in base alle vigenti disposizioni di legge. I fondi necessari per l'espletamento degli accertamenti di cui al presente comma sono reperiti nell'ambito dei fondi destinati al Piano nazionale della sicurezza stradale.
6. Qualora dall'accertamento di cui ai commi 4 o 5 risulti un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,5 grammi per litro (g/l), l'interessato è considerato in stato di ebbrezza ai fini dell'applicazione delle sanzioni di cui al comma 2.

7. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, in caso di rifiuto dell'accertamento di cui ai commi 3, 4 o 5, il conducente è punito con le pene di cui al comma 2, lettera c). La condanna per il reato di cui al periodo che precede comporta la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da sei mesi a due anni e della confisca del veicolo con le stesse modalità e procedure previste dal comma 2, lettera c), salvo che il veicolo appartenga a persona estranea alla violazione. Con l'ordinanza con la quale è disposta la sospensione della patente, il prefetto ordina che il conducente si sottoponga a visita medica secondo le disposizioni del comma 8. Se il fatto è commesso da soggetto già condannato nei due anni precedenti per il medesimo reato, è sempre disposta la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida.
8. Con l'ordinanza con la quale viene disposta la sospensione della patente, il prefetto ordina che il conducente si sottoponga a visita medica, che deve avvenire nel termine di sessanta giorni. Qualora il conducente non vi si sottoponga entro il termine fissato, il prefetto può disporre, in via cautelare, la sospensione della patente di guida fino all'esito della visita medica.

9. Qualora dall’accertamento di cui ai commi 4 o 5 risulti un valore corrispondente ad un tasso alcoolemico superiore a 1,5 grammi per litro, ferma restando l’applicazione delle sanzioni di cui ai commi 2 e 2-bis, il prefetto, in via cautelare, dispone la sospensione della patente fino all’esito della visita medica di cui al comma 8.

(1) L'art. 186 è stato interamente sostituito dall'art. 5 del decreto-legge n. 151/2003, conv. con legge n. 214 del 1° agosto 2003. In precedenza, era stato modificato dalla legge n. 125/2001 nonché dalla legge n. 168/2002, con la previsione del tasso legale di alcolemia di 0,5 g/l con decorrenza 7 agosto 2002.
(2) Comma interamente riscritto dall'art. 5 del decreto-legge 117 del 3 agosto 2007, convertito con modificazioni dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160.
(2a) Parole aggiunte dall'art. 5 del decreto-legge 117 del 3 agosto 2007, convertito con modificazioni dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160.
(2b) Comma sostituito dall'art. 5 del decreto-legge 117 del 3 agosto 2007, convertito con modificazioni dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160.
(2c) Vedi nota 2a.
(2d) Vedi nota precedente.
(3) Comma come modificato dal d.l. 23 maggio 2008, n. 92 convertito con modificazioni dalla legge 24 luglio 2008, n.125.
(4) Comma come sostituito dalla legge 24 luglio 2008, n.125.
(5) Comma introdotto dal d.l. 23 maggio 2008, n. 92 convertito con modificazioni dalla legge 24 luglio 2008, n.125. Lettera modificata dalla l. 15 luglio 2009, n. 94. Comma introdotto dalla l. 15 luglio 2009, n. 94.

L’Italia detiene, purtroppo, il triste primato a livello europeo del maggior numero di incidenti stradali, registrando un tasso doppio rispetto ai paesi del nord Europa.
Le recenti risultanze diffuse dalle agenzie di statistica nel 2007 attestano come ogni giorno nel nostro Paese si verifichino in media 650 incidenti stradali, provocando la morte di 16 persone e il ferimento di altre 910. Nel complesso, nell’anno 2006 sono stati rilevati 238.124 incidenti stradali, che hanno causato il decesso di 5.669 persone, mentre altre 332.955 hanno subito lesioni di diversa gravità.
Per infrenare questo dilagante fenomeno, si è deciso di intervenire drasticamente introducendo la norma fortemente repressiva, con l'obiettivo di dimezzare entro il 2010 il tasso di mortalità sulle strade, in conformità a quanto stabilito dal libro bianco sui trasporti, adottato dalla Commissione Europea nel 2001.

Sotto il profilo giuridico, per stato di ebbrezza si intende, in modo non dissimile dalla scienza medica, una condizione fisiopsichica transitoria dovuta all’ingestione di bevande alcooliche, inducente nell’individuo uno stato di alterazione dei processi cognitivo - reattivi, tale da annebbiare semplicemente le facoltà mentali, incidendo sulla prontezza dei riflessi, senza che ciò debba importare necessariamente la perdita, totale o parziale, della capacità di intendere o di volere, ovvero la degradazione completa della personalità.
Com’è noto, gli effetti dell’ingestione di sostanze alcooliche variano da soggetto a soggetto, essendo strettamente connesse alla sua corporatura, alla tolleranza individuale, al sesso, al metabolismo, al tipo di sostanza alcoolica ingerita, ed alle sue modalità di assunzione -a stomaco pieno o a digiuno-.
Proprio per queste ragioni, il parametro di riferimento adottato dal legislatore per valutare lo stato di ebbrezza non è rappresentato dalla quantità di alcool assunta, bensì da quella assorbita dal sangue, misurata in grammi per litro (g./l.). Il soggetto è in stato di ebbrezza ogni qualvolta venga accertato il superamento della soglia di alcolemia massima consentita, senza alcuna possibilità da parte del conducente di discolparsi fornendo una prova contraria circa le sue reali condizioni psicofisiche e la sua idoneità alla guida. Limite superiore o uguale a 0.5 g/l.
Lo staff di Sapori Regionali.

giovedì 12 novembre 2009

La frutta del mese di settembre: Susine, pesche e mirtilli


Susine, pesche e mirtilli:

Le susine vengono chiamate anche prugne. La giusta maturazione è quando risultano avere la polpa soda, ma appena cedevole al tatto. Se sono acerbe, risultano molto aspre mentre, al contrario, se sono troppo mature, risultano sgradevoli esternamente.

Le pesche sono particolari perchè anche dopo la raccolta, continuano a maturare e ad addolcirsi. per questo motivo si consiglia di acquistarli leggermente acerbo per poterli mantenere bene per più giorni.

I mirtilli vanno acquistati se di dimensione piccola ( sono migliori) e se contenuti in piccoli contenitori. eviterete così di trovare nel fondo un pò di frutto ammaccato.

Buon appetito!!!

Lo Staff di Sapori Regionali.

lunedì 9 novembre 2009

I vini rossi di Puglia


La Puglia è una regione speciale dal punto di vista paesaggistico e quando si parla di turismo e di cultura, non è seconda a nessuno. Se poi l'argomento principale è il "vino rosso", l'attenzione la merita a pieno titolo inquanto la sua notevole ricchezza enogastronomica colloca la regione ai vertici dell'enologia a livello nazionale. Tantissimi sino i vini buoni ed eccellenti che nascono in questa regione e che si distinguono per la piacevolezza, la diversità, la complessità e la personalità. Molta importanza ha l'originalità del prodotto legata alla presenza numerosa nella zona di vitigni autoctoni. Lasolarità e la maturità, sono gli aggettivi che meglio si sposano con la rappresentanza ei vini Pugliesi, in un ottica di sempre maggiore integrità e rispetto dell'eccellente materia prima che è l'uva. Col tempo, i viticoltori Pugliesi hanno preso contezza dell'importanza dei vini che, per molto tempo, sono stati utilizzati come vini di quantità, di basso contenuto organolettico. I viticoltori hanno consentito, così, alla Puglia, di non disperdere il proprio patrimonio viticolo, importante, limitando la presenza di alloctonia bacca nera alla funzione di comprimari in uvaggi più o meno dichiarati. I tre vitigni più rappresentativi di questa regione sono: il negroamaro, il primitivo e l'uva di Troia. Il primo si distingue per la solarità e l'eleganza delle sue caratteristiche intrinseche. Il secondo per la potenza e la golosità che ne consegue ed infine il Nero di Troia per la complessità e l'austerità connessa ad una vita lunga nel tempo. Nel Salento, che comprende le province di Lecce, Brindisi e Taranto, in base alle zone, troviamo i seguenti vini: Ostuni, Brindisi doc, Salice salentino doc, Primitivo di Manduria, Lizzano doc, Leverano doc, Squinzano doc, Nardò doc, Copertino doc, Galatina doc, alezio doc e Matino doc. Lo staff di sapori regionali segnala la cantina Coopagri di san Pancrazio salentino (BR).

Lo staff di Sapori Regionali.

sabato 7 novembre 2009

Coopagri cerca rappresentanti - agenti di commercio


Lettera dell'amministratore Dott. francesco GALLUCCIO:

La Coopagri è alla ricerca di Agenti plurimandatari già inseriti nel settore HO.RE.CA a cui affidare il mandato di Agenzia in una zona libera.
L’occasione mi è gradita per trasmettere alcune informazioni utili sulla produzione della nostra azienda specializzata nella trasformazione di prodotti provenienti dall'ambito olivicolo e viticolo, situata in San Pancrazio Salentino (BR), nel Salento.
La superficie viticola di nostra proprietà, insiste su più di 30 ettari dei quali 25 nel comprensorio Nord, zona appartenente alla“ D.O.C. SALICE SALENTINO ” luogo originario del vitigno Negroamaro e della Malvasia Nera, varietà autoctone dalle quali hanno tratto vita i vini rossi che a livello mondiale hanno conferito lustro alla nostra viticoltura Pugliese.
Collocati invece nella zona a Nord-Ovest del comprensorio dell'Azienda, altri 5 ettari con varietà “CHARDONNAY” che danno vita a bianchi di notevole spessore.

La superficie dedicata all'olivicoltura è pari a circa 120 ettari con alberi secolari di varietà autoctone come “Cellina e Ogliarola salentina”, altri 50 ettari di varietà bivalenti da tavola e da olio ( Leccina, Termite di Bitetto, Pasola di Andria, Pecholene, Carolea ).
Dall'unione di queste varietà differenti sono nati brand particolarmente unici ed oli di qualità superiore con pronunciate doti di fruttato, tipici del Salento.
Nell'ambito della stessa Azienda Agricola sorge il nuovo modernissimo opificio realizzato sulla preesistente struttura, da sempre appartenuta alla famiglia del Barone Galluccio di Galatina (Le).
Premesso che non è nostra consuetudine decantare le qualità della produzione, preferendo da sempre, che sia il nostro interlocutore a pronunciarsi nel merito di quanto da noi offerto, assicuro per certo che la struttura produttiva multifunzionale, oltre ad avvalersi di uno staff di tecnici altamente qualificati si colloca tra le principali e più moderne presenti sul territorio.
A conferma di quanto detto, l'Azienda nel 2007 è stata certificata “CERTIQUALITY” , ISO 9001.
La Coopagri produce, imbottiglia e commercializza i sui prodotti con differenti brand, uno per il vino, l'altro per l'olio ed un altro ancora a partire da quest’anno dedicato al confezionamento di produzioni orticole, olive da mensa, prodotti commercializzati attraverso marchi differenziati a seconda dei canali distributivi di destinazione.
- GALOLIO – Linea “OLIO”extra vergine, vergine, di sansa ecc, nei vari formati;
- LE TRE TERRE – Linea “ VINI”
- NATURA VIVA “BIOSALENTO” – Linea di produzione “OLIVE DA MENSA E PRODUZIONE ORTICOLA -carciofi sottolio- oltre alla preparazione di prodotti per condimento primi piatti ai vari gusti tradizionali del salento - peperoni, melanzane, broccoli, patè di oliva in confezioni da cc 100 al naturale-.
Se interessato sarà nostra cura inviarLe una campionatura della nostra produzione, affinché possa testare le nostre produzioni.
Distinti saluti.

--------------------------------------------------------------------------------------
Coop Agri Società Agricola Cooperativa

Sede legale:73100 Lecce via F. Turati,13

Stabilimento: 72026 San Pancrazio Salentino (Br)

Tel: +39 0831 66.48.15 Fax: +39 0831 66 56 79
cell. +39 345 2411296
R.I Tribunale di Lecce n°16034. R.E.A. Lecce 0172098.CCIAA
P.IVA 02621130752 C.F 01297730747
Lo staff di Sapori Regionali.

venerdì 6 novembre 2009

La prima colazione

Sette regole indispensabili per una corretta prima colazione...

Ecco le 7 regole d'oro che lo staff di Sapori Regionali consiglia per una sana ed efficace prima colazione:....

è necessario innanzitutto:

1) Fare provvista di energia: con una prima colazione sostanziosa per poter affrontare la mattinata senza cali di vitalità, quindi, necessari, prodotti energetici;

2) Variare i prodotti: biscotti, brioche, yogurt, latte, frtutta fresca, thè, caffè ecc, e preferire prodotti artigianali privi di conservanti;

3) scegliere alimenti sani da aziende locali conosciute;

4) Abbellire la tavola per la prima colazione: seduti si mangia meglio e la prima colazione diventa momento importantissimo di incontro ed unione familiare;

5) Proporre alimenti nuovi: necessari per dare stimolo alla consumazione della prima colazione;

6) Partecipare gli altri commensali nella preparazione del latte, del thè ec.

7) Gustare lentamente i sapori dei Prodotti Tipi Regionali.


Lo staff di Sapori Regionali

mercoledì 4 novembre 2009

Il Melograno: toccasana in medicina

IL MELOGRANO:

Il melograno, sin dai tempi più antichi è simbolo di fertilita' e longevita'. Molteplici sono i suoi effetti benefici sulla salute dell'uomo, attribuiti nel tempo dalla tradizione popolare. Nel succo di Melograno, sono infatti presenti potenti agenti antiossidanti che agiscono sul nostro organismo e svolgono un ruolo fondamentale nella lotta contro molteplici patologie. Secondo alcuni studiosi, bere il succo di melograno puo' aiutare a diminuire l'accrescimento e lo sviluppo delle cellule tumorali del cancro ai polmoni e, pertanto, puo' essere un valido aiuto nella prevenzione di questa malattia. Puo' anche rallentare la progressione del tumore della prostata. Il suo regolare e costante consumo aumenta, nelle persone sottoposte ad intervento o sottoposte a radioterapia per cancro alla prostata, il tempo di raddoppio dei livelli di PSA, il marcatore biologico che indica appunto la presenza del cancro. Effetti positivi del melograno si hanno anche con l'interazione con la proliferazione delle cellule cancerogene del seno. Gli antiossidanti contenuti nel succo di melograno possono contrastare efficacemente l'azione dei raggi ultravioletti, che causano il cancro della pelle. Diversi studi hanno dimostrato che il succo di melograno puo' essere benefico nei confronti dell'aterosclerosi, della pressione sanguigna e del profilo lipidico del sangue, diminuendo anche il rischio di malattie cardiovascolari in genere. Il succo di melograno infine puo' migliorare la pressione nei pazienti con stenosi carotidea. Il melograno e' sempre di piu' simbolo di fertilita' e lunga vita, infatti secondo alcuni studiosi il succo di questo frutto ha effetti positivi sull'apparato sessuale maschile. In una ricerca, infatti, valutando gli effetti del consumo del succo di melograno sui topi, si e' visto che vi e' un aumento della qualita' e della mobilita' dello sperma, dei livelli di testosterone e di altre caratteristiche importanti legate all'attivita' antiossidante. Sapori regionali consiglia il consumo di questo frutto prodigioso.

Lo Staff di Sapori Regionali.