mercoledì 30 settembre 2009

Na tazzulella 'e caffe'


Ottime notizie per chi ama caffè e tè: infatti bere ogni giorno queste bevande diminuisce nelle donne il rischio di tumore dell'endometrio. Basta superare la soglia delle quattro tazze giornaliere di caffè o tè per dimezzare la possibilità di sviluppare lo specifico tumore, mentre per chi beve soltanto tè ( più di due tazze al giorno) il rischio diminuisce del 45%. Gran parte del merito và al principio attivo della "caffeina" o alle altre sostanze simili come la "teina" , dal momento che i decaffeinati non sono in grado di ridurre il rischio di tumore. Si dà atto, infatti, che la caffeina attiva degli enzimi che combattono sostanze potenzialmente cancerogene per l'uomo. Bisogna ricordare che caffè e tè sono bevande ricche di "antiossidanti", indispensabili per proteggere le cellule sane del corpo umano.


Lo staff di Sapori Regionali.

5 regole per il consumo sicuro di alcol



Poichè l'alcool è indubbiamente una sostanza che favorisce la comparsa dei tumori ( anche se questo è un effetto legato alla quantità assunta), è possibile stabilire alcune regole per un corretto consumo:

1) E' possibile consumare un bicchiere di vino al giorno per le donne e due per gli uomini;


2) Bisogna eliminare i superalcolici o comunque da consumare molto di rado;


3) Bisogna conoscere bene il livello di grado alcolico di ciò che si stà bevendo;


4) Quello che conta è la quantità totale di alcol che si consuma nella vita più che le singole ubriacature;


5) La mescolanza di alcol e fumo potenza gli effetti cancerogeni delle due sostanze: il rischio per chi beve e fuma è più elevato della somma di rischio di chi ha una sola delle due pessime abitudini.


ATTENZIONE!!!!!


Lo staff di Sapori Regionali.

Numeri di telefono per le emergenze e segnalazioni


Enogastronomia: gli Organismi di controllo Sanitari (Asl, Carabinieri dei Nas, Repressione Frodi ecc.) effettuano costantemente dei controlli e verifiche in tutte le fasi della filiera, a garanzia del consumatore. Per evitare le truffe, è necessario segnalare tutti i casi dubbi in cui si sospettà la frode alimentare e, per questo motivo, ricordiamo i numeri di telefono nazionali per i vari tipi di emergenze:

112 CARABINIERI ( numero di pronto intervento);
113 POLIZIA DI STATO ( numero di pronto intervento);
117 GUARDIA DI FINANZA ( numero di pronto intervento);
115 VIGILI DEL FUOCO ( numero di pronto intervento);
118 EMERGENZA SANITARIA;
1515 EMERGENZA AMBIENTALE;
1518 CIS( viaggiare informati);
803116 SOCCOSO STRADALE;
1530 GUARDIA COSTIERA;
800900999 ITALGAS;
0637518261-2 TELEFONO ROSA 8 contro la violenza sulle donne);
114 EMERGENZA INFANZIA ( servizio gestito da Telefono Azzurro);
800020320 CARABINIERI POLITICHE AGRICOLE E ALIMENTARI;
800991199 MINISTERO BENI E ATTIVITA' CULTURALI ( in collegamento con i Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale);
800253608 CARABINIERI PER LA TUTELA DELL'AMBIENTE;
800271661 CNA ( Centro Nazionale amministrativo carabinieri);
1522 ANTIVIOLENZA DONNA.
Lo staff di Sapori Regionali

martedì 29 settembre 2009

Cartoccio: carta da forno o alluminio?..... i consigli dello chef


Il cartoccio viene definito da molti chef e addetti ai lavori: " l'involucro delle meraviglie" in quanto con una tecnica semplice, è possibile cuocere cibi all'interno di un involucro di carta o di alluminio che li protegge dall'eccessivo calore del forno, creando il vapore che li cuoce mantenendoli morbidi.

Ma il dilemma è: " usare la carta da forno o l'alluminio"?

In linea di massima si preferisce l'alluminio per le cotture lunghe e ad alta temperatura; La carta da forno per essere modellata può essere preventivamente bagnana e strizzata prima di essere usata. La carta da forno va sigillata bene nei bordi e quindi è consigliabile inumidire i bordi con l'albume dell'uovo che, con la cottura, fungerà da collante.

Cosa cuocere con la tecnica del "cartoccio"?

Riso e pasta vanno prima cotti al dente poi conditi e quindi messi nel cartoccio; Lo stesso dicasi per la carne che è meglio preventivamente rosolare. Il pesce si può inserire nel cartoccio anche crudo. Le verdure come i carciofi e gli asparagi ( quelle fibrose), vanno preventivamente sbollentate. Il cartoccio va inserito nel forno a temperatura di 200° e per il tempo variabile a seconda dell'alimento in cottura. A fine cottura, prima di aprire il cartoccio, fare riposare per 2-3 minuti circa. Lo chef consiglia di chiudere perfettamente il cartoccio per evitare la fuoriuscita del vapore, aveno cura di lasciare un pò di spazio tra l'alimento in cottura e il cartoccio, per favorire il ricircolo dello stesso vapore. Sapori Regionali consiglia di non usare molti liquidi e grassi proprio perchè l'ambiente di cottura è molto umido.

Lo staff di Sapori Regionali

domenica 27 settembre 2009

Piemonte: tutte le golosità


Il Piemonte è una delle regioni italiane più interessanti sotto l'aspetto enogastronomico. In esso, grazie ad una tradizione culinaria molto nobile, è possibile trovare una prodizione casearia variegata ed etereogenea, una lista di vini di altissima qualità con addirittura l'80 % della produzione di soli D.O.C. e D.O.C.G.. Nelle province di Novara e Vercelli vi sono delle zone di produzione di diverse varietà pregiate di riso. Nei relativi boschi si possono trovare tartufi, funghi e castagne con le quali si aromatizzano polente e soufflè del posto. La polenta, in montagna, diventa piatto unico. Numerose sono le varietà di formaggi tipici della provincia di Cuneo: raschera, bra, robiola e castelmagno. Ricordiamo che i grissini che si trovano su gran parte dei ristoranti d'Italia ha provenienza Piemontese. Tra i primi locali ricordiamo: il risotto con le rane, i ravioli al castelmagno e la zuppa alla canadese. Tra i dolci, infine, meriano attenzione: il bunet ( budino al cioccolato con gli amaretti), i baci di dama e le pere al Barolo.

Lo staff di Sapori Regionali.

sabato 26 settembre 2009

Le strada del Barolo e i grandi vini di Langa


Le langhe del Barolo: Nelle colline delle Langhe pulsa il cuore tra le cantine e i vigneti ed i visitatori rimangono incantati. Ai lati delle strade si trovano antichi castelli e sentieri che s'intrecciano tra borghi medievali e casolari solitari. All'interno dei paesini si possono degustare dei vini pregiati. Tra questi il più famoso è il Barolo, ma meritano un assaggio anche il "Nebbiolo", il "barbera", il " Moscato" e il "Dolcetto". Il percorso della "strada del Barolo e i grandi vini di Lagna", s'immerge tra i sapori e le emozioni del territorio con cantine, aziende agricole e vinicole, osterie e strutture ricettive in genere. Il Barolo è definito " il re dei vini" e i suoi cortigiani il Nebbiolo, il Dolcetto, il Pelaverga e il Barbera.

Lo staff di Sapori Regionali.

venerdì 25 settembre 2009

Pesticidi nei succhi di frutta: Attenzione!!!!!


Vi riportinamo una notizia che qualche giorno fà è stata pubblicata su un noto mensile enogastronomico. In america, da alcuni studiosi, è stato pubblicato uno studio che ha evidenziato "la presenza di residui di pesticidi nell'85 % delle bevande a base di frutta". Quelle che contengono una maggiore concentrazione di pesticidi provengono dalla " Spagna" e dalla " Gran Bretagna". Per contro, nei prodotti venduti nel mercato satunitense, non è stata rilevata la presenza di pesticidi. Il motivo è semplice: negli USA gli aromi sono quasi tutti artificiali. E' risultato pure che, nelle urine dei bambini nutriti con prodotti e succhi biologici, c'è un sesto dei metaboliti di pesticidi presenti in quelle dei bambini alimentati con prodotti convenzionali. Un quadro, diremmo noi, addir poco allarmante, atteso che il principale degli interessi da tutelare è la salute della gente comune e, quindi, del consumatore. "I succhi biologici sono quelli più sani": contengono vitamine il cui apporto è indicato nei bambini, negli anziani e nelle persone che praticano attività fisica. Sapori Regionali consiglia l'uso dei succhi biologici, quando ci si sente stanchi, durante i cambi stagione ovvero quando si è influenzati.

La dolce regina d'autunno: L'uva... essenza del vino!


La frutta fresca del mese di ottobre: l'uva. un ottimo frutto dissetante il cui consumo avviene sino a gennaio. Diverse sono le varietà che si possono trovare in commercio che, si differenziano in base all'utilizzo finale in uve da tavola e uve da vino. Vi è in realtà una terza varietà di uva che è quella destinata all'essiccazione. In base al colore della buccia, l'uva può essere rossa, bianca, nera e grigia. Tra le uve bianche più pregiate e più consumate vanno ricordate: l'uva " regina" con acini allungati esodi e l'uva " italia" con acini grossi e croccanti. Tra le uve nere ricordiamo la " cardinal" con acini grossi e croccanti e la " concord", la cosiddetta uva americana. Prima di acquistare l'uva, controllare il gambo che dovrà essere di colore brillante mentre gli acini sodi, in modo che se scossi non si stacchino dal grappolo. Se l'uva dovesse essere un pò acerba va conservata in frigo e fatta maturare. Con l'uva è possibile creare dei misti frutta variegati. Vi rimandiamo alla sezione dedicata del portale saporiregionali.it

Lo staff di Sapori regionali

Come scegliere le bietole, i finocchi e la zucca



Sapori Regionali vi dà alcune indicazioni per scegliere la verdura in genere, i finocchi e le zucche:

Le Bietole: acquistatele solo se si presentano con costa centrale carnosa e foglie di colore verde vivo. Vanno, ovviamente, scartate quelle che presentano le foglie macchiate o tendenti al giallo.

I Finocchi: scegliete quelli con forma arrotondata se li volete consumare crudi e di forma allungata se volete cucinarli. Acquistateli se hanno le foglie croccanti di colore chiaro.

la Zucca: Spesso a causa delle sue dimensioni si acquista già tagliata in pezzi di medie dimensioni. Va controllata che la parte interna, quello che contiene i semi, si presenti sostanzialmente umida. Se secca è indice che la zucca non è più fresca.

Per le ricette visitate pure il portale enogastronomico saporiregionali.it mentre per l'abbinamento dei vini, vi consigliamo il portale xberebene.it

Lo staff di Sapori Regionali

Tutto sui cavolfiori: cimette gustose


Una delle più classiche verdure d'autunno ritorna sui mercati di tutta la nazione con tutto il suo carico di salute. Fanno sostanzialmente parte della famiglia dei cavoli, ma viene coltivato per le infiorescenze. Si trovano, freschi, in tutte le stagioni tranne in estate e si distinguono proprio in base al periodo di raccolta: autunnale, invernale e primaverile e possono essere di due colori: bianchi o violacei. Quelli di qualità pesano circa 1 kg. ed hanno un diametro di 18 cm.. Per capire se sono freschi basta osservare le cime che devono essere ben serrate e prive di germogli. Le foglie che stanno alla base dell'infiorescenza devono essere " sincere", sode e di colore brillante. queste foglie sono le prime che vanno ad appassire e, pertanto, è sconsigliabile acquistare cavolfiori privi di queste foglie in quanto manca un elemento essenziale sul riconoscimento della sua freschezza. ltretutto queste foglie, molto saporite, possono essere utilizzate per una zuppa di verdure miste. I cavolfiori vanno lavati con cura sotto l'acqua corrente per togliere eventuali piccoli insetti che si annidano all'interno. Sono, infine, molto versatili in quanto possono essere utilizzati per la preparazione di primi, zuppe e minestre. Possono essere consumati anche crudi. Per mitigare l'odore forte che si potrebbe sviluppare durante la cottura, aggiungere un pò di aceto di vino con un pò di succo di limone. Per le ricette regionali, visitate il portale enogastronomico Sapori Regionali.
Lo staff di sapori Regionali

martedì 22 settembre 2009

Prodotti biologici: garanzie e controlli


PRODOTTI BIOLOGICI: L’agricoltura biologica nasce secondo il principio e la necessità che bisogna produrre rispettando la natura e l’uomo. Il metodo predilige l’uso di risorse rinnovabili, il recupero ed il riciclo. Necessaria è l’adozione di tecniche particolari di lavorazione del terreno, nonchè le rotazioni e l’avvicendamento delle colture e il compostaggio dei prodotti di scarto. Importante è la scelta dei fertilizzanti. Produrre biologico significa : non usare sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi e veleni in genere) e utilizzare soltanto iconcimi organici (letame e compost) o minerali e tecniche di lavorazione naturali.
Nell’allevamento del bestiame il metodo biologico consiste nel preservare il benessere degli animali, lasciandoli pascolare in spazi aperti e limitando la densità dei capi allevati. L’alimentazione dovrà essere basata con foraggi biologici, mentre le cure dovranno essere fatte utilizzando soltanto farmaci omeopatici. La certificazione del prodotto biologico viene effettuata da Organismi di controllo autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali in base al Regolamento dell’U. E.. Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali effettua una serie di controlli presso le aziende di produzione, trasformazione, distribuzione e dettaglio al fine di verificare il rispetto della normativa vigente.


Gli Organismi di controllo Sanitari (Asl, Carabinieri dei Nas, Repressione Frodi ecc.) effettuano costantemente dei controlli e verifiche in tutte le fasi della filiera, a garanzia del consumatore. ATTENTI ALLE FRODI!!!!

lunedì 21 settembre 2009

Aspetti della degustazione del vino


LA QUALITA' DEL VINO

Un vino può essere "COMUNE":
Un vino si dice comune quando ha una qualità gusto-olfattiva scarsa ed è privo di pregio con gusto anche sgradevole.

Un vino può essere "POCO FINE":
Un vino si dice poco fine quando ha una qualità gusto-olfattiva mediocre.

Un vino può essere "ABBASTANZA FINE":
Un vino si dice abbastanza fine quando ha una qualità gusto-olfattiva sufficientemente gradevole.
Un vino può essere "FINE":
Un vino si dice fine quando ha una qualità gusto-olfattiva abbastanza buona.

Un vino può essere "ECCELLENTE":
Un vino si dice eccellente quando ha una qualità gusto-olfattiva distinta.

ARMONIA IN UN VINO

Un vino può essere "POCO ARMONICO":
Un vino è poco armonico quando si riscontra un'evidente discrepanza fra i tre componenti dell'analisi sensoriale, (esame visivo, gustativo e olfattivo).

Un vino può essere "ABBASTANZA ARMONICO":
Un vino è abbastanza armonico quando si riscontra una leggera discrepanza in uno degli aspetti della sua analisi sensoriale, ( esame visivo, gustativo e olfattivo).

Un vino può essere "ARMONICO":
Un vino è armonico quando si combinano in modo perfetto tutte le componenti delle diverse fasi della analisi sensoriale.

STATO EVOLUTIVO DI UN VINO

VINO "IMMATURO":
Un vino è immaturo quando deve ancora finire la propria maturazione e/o l'affinamento.

VINO "GIOVANE":
Un vino è giovane quando non ha ancora raggiunto sensazioni ben equilibrate fra loro.

VINO "PRONTO":
Un vino è pronto quando è in evoluzione con caratteristiche che gli permettono di esser consumato e apprezzato nelle sue qualità.

VINO "MATURO ":
Un vino si dice maturo quando ha un'armonia ottimale in tutte le caratteristiche del suo esame sensoriale.

VINO "VECCHIO":
Si dice che un vino è vecchio quando mostra segni di cedimento in una o in tutte le sue caratteristiche dell'esame sensoriale. E' sgradevole al gusto.
http://www.saporiregionali.it/Azienda_vinicola.asp

domenica 20 settembre 2009

Degustazione del vino: Esame olfattivo

Gli odori sono generati da composti chimici volatili e dalle loro reazioni. L'abilità del degustatore del vino sta proprio nel trasmettere le sue sensazioni utilizzando una terminologia ben definita.
La classificazione degli aromi e il loro riconoscimento è una abilità che si acquista e si perfeziona nel tempo, sono infatti più di 125 gli odori che possono essere riscontrati durante l`esame olfattivo: E' assolutamente necessario concentrarsi più sull`identificazione della categoria dell`odore (es. fiori, erbe, frutta, spezie ecc.) che sul preciso elemento che lo caratterizza ( vaniglia, fragola ecc.); Questi gli odori ed i riferimenti ai vitigni per eventuali esercitazioni:
NEBBIOLO - Viola appassita
GEWURZTRAMINER - Litchi
BRACHETTO - Rosa
TOCAI - Mandorla amara
RIESLING - Idrocarburi
CABERNET SAUVIGNON - Peperone verde
CHARDONNAY - Pietra focaia
SAUVIGNON - Foglia di pomodoro
SEMILLON (Sauternais) - Zafferano
SYRAH - Pepe nero.
Quando si è ben definita la categoria si può restringere la ricerca per identificare l`elemento corrispondente alla nostra sensazione.
E` buona norma fare delle pause di qualche minuto durante le degustazioni, per evitare assuefarsi agli odori che potrebbero falsare la degustazione stessa. Impugnato il bicchiere sempre dalla base (per non riscaldare il vino e quindi alterarlo) si porta il bicchiere al naso e a vino fermo si inspira per valutare l’intensità dei profumi, si allontana il bicchiere e si fa roteare il vino, per aumentare la superficie a contatto con l’aria e quindi per far liberare le sostanze odorose. Il bicchiere va riavvicinato al naso e si inspira profondamente per pochi secondi (azione da ripetere più volte) al fine di valutarne anche la persistenza e la qualità del vino. All'esame olfattivo in senso stretto segue quello correlato del gusto, necessario per carpire elementi importani quali: zuccheri, alcoli, polialcoli, acidi, tannini, sali minerali ecc.

venerdì 18 settembre 2009

Il perchè della degustazione

La degustazione viene sostanzialmente effettuata per giudicare la qualità di un vino attraverso un esame organolettico, effettuato attraverso i nostri sensi: la vista, l'olfatto e il gusto. Bisogna puntualizzare che degustare un vino non significa berlo: ecco perchè la delicata operazione della degustazione non si possa effettuare a tavola mentre si mangia. I fattori essenziali per effettuare una buona degustazione sono:
- Il Luogo: Una stanza ben illuminata priva di odori, con una temperatura compresa tra 18° e i 21°. Questo permette al degustatore di non soffrire di sensazioni di caldo o di freddo, che possono alterare il suo giudizio.
- La Situazione del degustatore: essere a stomaco vuoto. Quindi il momento migliore della giornata diventa la mattina; E' ovvio che non bisogna fumare ne bere caffé prima della degustazione, per non alterare il giudizio relativo ai delicati profumi del vino. E' altrettanto ovvio e necessario evitare l'uso di fromumi o dopobarba, per quanto concerne il degustatore.

giovedì 17 settembre 2009

Degustazione del vino: Esame visivo

Con il cosiddetto esame visivo dei vini si analizzano il colore, la limpidezza e l’effervescenza ( nei vini in cui questa è presente). Prima di iniziare la degustazione " dell'oro rosso", sistemare una tovaglia rigorosamente bianca sul tavolo, tenete il calice impugnando lo stelo e portatelo all’altezza degli occhi, quindi, osservate bene il vino. Il colore, che dipende dall’uva o dai vitigni che lo compongono, dai processi di vinificazione e dal processo di invecchiamento, può essere:
- bianco carta (colore tipico dei vini bianchi);
- paglierino (colore tipico dei vini bianchi);
- dorato (colore tipico dei vini che hanno subito l’invecchiamento in legno oppure può essere sintomo dell’inizio di ossidazione);
- ambrato (colore tipico dei vini passitim ma può essere anche sintomo che indica ossidazione);
- verdino (colore tipico dei vini giovani);
- rosa (colore tipico dei vini rosati);
- chiaretto (colore tipico dei vini rosati tendenti al rosso);
- cerasuolo (colore tipico dei vini rossi abbastanza giovani);
- rosso porpora (colore tipico dei vini giovani rosati);
- rosso rubino (colore tipico dei vini rossi strutturati e adatti al lungo invecchiamento);
- granata (colore tipico dei vini rossi invecchiati o che provengono da vitigni particolari e selezionati);
- arancione (è il colore dei vini rossi invecchiati; ma anche in questo caso può anche essere sintomo di ossidazione).
La sfumatura dei riflessi è preziosa per capire se un vino è giovane, difatti lo sono i vini bianchi con riflessi verdastri e i vini rossi con riflessi violacei.
La limpidezza consiste nella concentrazione del colore, che può essere più o meno intensa. Questa dipende dal vitigno e dal sistema particolare di vinificazione. I vini bianchi, rosati o rossi di qualità devono essere limpidi poiché i tratti torbidi sono indice di difetti gravi che normalmente hanno a che vedere con fenomeni di rifermentazione in bottiglia.
Se il vino rimane per un periodo di tempo a temperature molto basse, potreste osservare depositi di cristalli trasparenti, causati da precipitazioni di potassio. L’effervescenza degli spumanti e dei vini frizzanti dipende dalla quantità di anidride carbonica nel vino e si valuta attraverso grana, numero e persistenza delle bollicine.
Un elevato numero di bollicine è indice che lo spumante è pregiato, mentre una quantità scarsa di bollicine è indice dell'esatto contrario.

mercoledì 16 settembre 2009

Prezzi ai ristoranti: per evitare truffe e raggini

Per il ristoratore e il consumatore, ecco il decalogo da tener presente per evitare truffe e raggiri: Il ristoratore ha l’obbligo di esporre sempre il menù con i relativi prezzi delle singole portate. Prima di entrare nel locale è buona cosa, quindi, accertarsi dei reali prezzi, chiedendo il menù, anche quando il ristoratore non lo consegna o lo fà trovare sul tavolo e fa offerte verbali dei piatti del giorno. Il coperto, il pane e gli altri servizi opzionali possono essere decisi liberamente dal ristoratore, ma devono essere riportati nel menù in modo chiaro e leggibile in modo da mettere il cliente nelle migliori condizioni per poter capire velocemente il costo dell’intero pasto. Attenzione, ovviamente, ai cibi surgelati, che devono essere sempre indicati sul menù: come indicazione obbligatoria è sufficiente anche un semplice asterisco, seguito dalla dicitura “prodotto surgelato”. È importante verificare i costi del vino, i cui ricarichi possono essere davvero “consistenti”; se si vuole scegliere un vino “impegnativo” è bene farsi consegnare la “Carta dei vini” per consultarne il relativo prezzo. A fine pasto bisogna richiedere sempre la ricevuta fiscale e verificare se i prezzi in essa contenuti corrispondono a quelli riportati nel menù. Si ricorda a tutti che la "mancia" non è mai obbligatoria. ATTENZIONE!!!!!

lunedì 14 settembre 2009

Sicurezza alimentare - Nuovi sequestri dei N.A.S.


Ancora controlli a numerose strutture: agriturismi, ristoranti e alberghi e nuovi sequestri di tonnellate e tonnellate di alimenti potenzialmente nocivi per la salute dei consumatori. Nei numerosi controlli e nelle ispezioni svolte nell'ultima settimana di agosto, i carabinieri del Nucleo antisofisticazione di tutta Italia hanno rivolto l'attenzione a quelle attivita' di ristorazione particolarmente frequentate, nel periodo estivo, dai turisti, incluse le aziende di produzione di alimenti collegate alle stesse. E cosi', nel corso di vari accertamenti, i militari hanno sottratto al consumo più di 10 tonnellate di alimenti, trovati in pessimo stato di conservazione, invasi da parassiti, privi di sistema di rintracciabilita' ed oggetto di frode ai danni del consumatore.
Secondo l'associazione Federconsumatori è necessario stabilire nuove norme che prevedano pene più severe per questo tipo di reato (dal momento che le attuali sanzioni, come è evidente, non fungono più da deterrente). E' necesario, altresì, intensificare l'azione di controllo da parte degli organi preposti, avviare una politica volta ad incrementare la sicurezza e la trasparenza dei prodotti alimentari, attraverso la definizione di regole che prevedano l'indicazione obbligatoria in etichetta dell'origine di tutti i prodotti alimentari e riorganizzare e razionalizzare l'intera filiera agro-alimentare, al fine di migliorare la qualità dei prodotti".

domenica 13 settembre 2009

La crisi del DOP e dell'IGT si fà sentire


Anno veramente difficile, quello trascorso, per i prodotti Dop e Igp del made in Italy. L'export e i consumi hanno registrato evidenti e diffusi segnali di " fermo". E' emerso qualche spunto positivo sul fronte della produzione certificata, il cui valore ha fatto segnare una crescita rispetto all'anno precedente. Le stime della produzione indicano, nel 2008, la crescita in valore del 3% circa per i formaggi e del 4% circa per i prodotti a base di carne, che al consumo si traducono, rispettivamente, in aumenti dell'10% circa e del 9% circa. Si è sensibilmente ridotto al contrarioil valore della produzione dell'ortofruttia a marchio Dop e Igp (-35% circa ai prezzi finali), principalmente a causa di problemi climatici che hanno riguardato, in particolare, le mele. Per gli oli di oliva certificati, invece, le stime generali segnalano un incremento del 12% circa alla prima fase di scambio e di oltre il 44% circa al consumo. Per quanto concerne le esportazioni, risultano calate con una diminuzione su base annua di oltre l'1% dei volumi. Le stesse tendenze si registrano sul versante della domanda interna, con i consumi domestici scesi in quantità del 4% circa su base annua, ma in aumento del 2-3% in valore. L'Italia, con 182 prodotti a marchio Dop e Igp, conserva la leadership nella classifica europea, seguita dalla Francia con 166 prodotti e dalla Spagna con 123. Il trio di testa, oltre al Portogallo e alla Grecia, rispettivamente in quarta e quinta posizione, tutti appartenenti all'area mediterranea, rappresentano quasi l'80% del paniere europeo, che elenca complessivamente 853 prodotti riconosciuti.

venerdì 11 settembre 2009

Puglia: I vini doc del Salento



VINI DOC DEL SALENTO ( LECCE):

Alezio
D.O.C. (D.M. 9/2/1983 - G.U. n.264 del 26/9/1983)
rosato, rosso: min. 80% Negroamaro, possono concorrere Malvasia nera di Lecce e/o Sangiovese, e/o Montepulciano max. 20%.
Copertino
D.O.C. (D.M. 2/11/1976 - G.U. n.27 del 29/1/1977)
rosso: min. 70% Negroamaro, max. 30% Malvasia nera di Brindisi e/o Malvasia nera di Lecce e/o Montepulciano e/o Sangiovese (quest'ultimo non deve superare il 15%).
Galatina
D.O.C. (D.M. 24/4/1997 - G.U. n.104 del 7/5/1997)
bianco, frizzante (min. 55% Chardonnay, possono concorrere altre uve a bacca bianca racc. e/o aut. per la provincia di Lecce max. 45%); monovarietale bianco Chardonnay (min. 85%, possono concorrere altre uve a bacca bianca racc. e/o aut. per la provincia di Lecce max. 15%);rosato (anche frizzante) e rosso (anche Novello) (min. 65% Negroamaro, possono concorrere altre uve a bacca nera racc. e/o aut. per la provincia di Lecce max. 35%); monovarietale rosso Negroamaro (min. 85%, possono concorrere altre uve a bacca nera racc. e/o aut. per la provincia di Lecce max. 15%).
Leverano
D.O.C. (D.M. 15/9/1979 - G.U. n.41 del 12/2/1980)(D.D. 17/3/1997)
bianco, passito, Vendemmia Tardiva (min. 50% Malvasia bianca, max. 40% Bombino bianco, possono concorrere altre uve a bacca bianca racc. e/o aut. per la provincia di Lecce max. 30%);monovarietale bianco Malvasia Bianca (min. 85%, possono concorrere altre uve a bacca bianca racc. e/o aut. per la provincia di Lecce max. 15%);rosato, rosso (anche Novello) (min. 50% Negroamaro, max. 40% Malvasia nera di Lecce e/o Sangiovese e/o Montepulciano, possono concorrere altre uve a bacca nera racc. e/o aut. per la provincia di Lecce max. 30%); monovarietale rosato e rosso Negro amaro o Negramaro (min. 85%, possono concorrere altre uve a bacca nera racc. e/o aut. per la provincia di Lecce max. 15%.
Matino
D.O.C. (D.M. 19/5/1971 - G.U. n.187 del 24/7/1971)
rosso: min. 70% Negroamaro, max. 30% Malvasia nera e/o Sangiovese .
Nardò
D.O.C. (D.M. 6/4/1987 - G.U. n.226 del 28/9/1987)
rosso: min. 80% Negroamaro, max. 20% Malvasia nera di Brindisi e/o di Lecce e/o Montepulciano.
Salice Salentino
D.O.C. (D.M. 8/4/1976 - G.U. n.224 del 25/8/1976)(D.P.R. 6/12/1990)
bianco (min. 70% Chardonnay, possono concorrere altre uve a bacca bianca, non aromatiche, racc. e/o aut. per le province di Brindisi e Lecce max. 30%);monovarietale bianco Pinot bianco (min. 85%, possono concorrere Chardonnay e/o Sauvignon max. 15%);rosato, rosso (min. 80% Negroamaro, possono concorrere Malvasia nera di Lecce e/o di Brindisi max. 20%); monovarietale rosso Aleatico (min. 85%, possono concorrere Negroamaro e/o Malvasia nera e/o Primitivo max. 15%).
Squinzano
D.O.C. (D.M. 6/7/1976 - G.U. n.230 del 31/8/1976)
rosso: min. 70% Negroamaro, max. 30% Malvasia nera di Brindisi e/o Malvasia nera di Lecce e/o Sangiovese, quest'ultimo max. 15%.
Lo staff di Sapori Regionali

mercoledì 9 settembre 2009

Obiettivo: valorizzare i prodotti delle aziende

La valorizzazione dei prodotti delle aziende Agroalimentari dell'intera Nazione, intesa come scelta strategica e non puramente occasionale, è l'obiettivo principale da proporre alle imprese. Un traguardo da perseguire metodicamente e con tenacia, con interventi incisivi al fine di riqualificare e standardizzare la qualità dei "nostri prodotti", ai livelli più alti possibili, mantenendo il legame con i singoli territori. E' necessario ottenere la " Rintracciabilità ed etichettatura dei prodotti agroalimentari per la valorizzazione delle produzioni e la tutela ottimale dei consumatori".
http://www.saporiregionali.it/

lunedì 7 settembre 2009

Attenzione alle frodi alimentari


Più di 600 tonnellate di alimenti irregolari scoperte nel mese di luglio, con altre 4,5 tonnellate di carne, pesce e acqua minerale "non idonei al consumo umano" sequestrate il 30 luglio, e 10 tonnellate 'bloccate' nell'ultima settimana di agosto. Sono solo alcuni dei sequestri dei Carabinieri dei Nucleo Antisofisticazioni che hanno fatto controlli nell'estate 2009, con ristoranti e locali tradizionali ed etnici chiusi per irregolarità in tutta l'Italia, per carenze igienico sanitarie e strutturali o mancanza di autorizzazioni sanitarie e/o amministrative. Alimenti contraffatti, conservati in modo non idoneo, e infestazioni di topi e scarafaggi figurano tra le irregolarità riscontrate dai militari dell'Arma. Un monitoraggio capillare e costante, che fà parte dell'operazione 'Estate tranquilla' e che ha coinvolto un migliaio di carabinieri dei 37 Nuclei antisofisticazione di tutta Italia. "I numeri dei sequestri estivi possono fare impressione e disorientare, ma in realtà indicano che gli italiani possono stare tranquilli: è attivo ormai da anni un filtro a maglie strette, che ha impedito a un enorme quantitativo di cibo non idoneo di arrivare sulle nostre tavole". Parola del colonnello Antonio Concezio Amoroso, vice Comandante dei carabinieri per la tutela della salute, che commentando l'attività di questi mesi estivi sottolinea i vantaggi per il nostro Paese dovuti al fatto di poter contare su "un'agenzia investigativa ad hoc nel campo agroalimentare che non ha eguali''.
"Anzi, con gli anni ci siamo affinati e perfezionati, e oggi possiamo contare su investigatori a tutto campo che sono anche ispettori sanitari ed esperti di intelligence. Con la consapevolezza che ormai il malaffare si è globalizzato, e anche nel campo agroalimentare - dice Amoroso - occorre ragionare in termini internazionali". Ben sapendo che i rischi nel piatto possono arrivare "sia da Oriente che da Occidente, magari da Paesi che non hanno un approccio con la tavola confrontabile al nostro".
"Dobbiamo pensare che per l'Italia il cibo di qualità è come il petrolio. Non a caso - rileva il colonnello dei Nas - la mozzarella di bufala è chiamata anche oro bianco. Intorno a prodotti di pregio, Dop, Doc, Igt, Docg e Igp, ruotano grossi interessi economici: si tratta di eccellenze italiane emulate all'estero, ma anche da produttori nazionali 'infedeli'". Ecco perché, tra le tonnellate di alimenti sequestrati, figurano ai primi posti i cibi contraffatti con falsi marchi e certificazioni 'taroccate', fatti passare per originali e venduti a caro prezzo. Ci sono poi i problemi legati all'igiene e alla salubrità degli alimenti, particolarmente insidiosi dal momento che il caldo favorisce la moltiplicazione dei patogeni e il deterioramento dei cibi.
Per tutta l'estate i Nas hanno passato al setaccio tutta Italia, senza limitarsi a ristoranti e bar, contestando numerosissime violazioni alle Leggi Speciali. Attenzione alle frodi alimentari!!!

sabato 5 settembre 2009

Il galateo in cucina

IL GALATEO:
Cominciate a servire dalla signora più importante, infine servite per ultima la padrona di casa. Si prosegue con il signore più importante, e sempre per ultimo il padrone di casa.- Tra amici è pratico far passare la pietanza da uno all'altro, senza troppe formalità.- Utilizzate piatti di servizio per servire tutte le portate.- Il vassoio di portata si porge da sinistra, sollevandolo leggermente.- I piatti vanno sostituiti da sinistra e si tolgono da destra (un ospite alla volta).- Le posate sporche si ritirano sul piatto sporco, mentre quelle pulite devono essere portate sino al tavolo su un piatto e poi posate sul tavolo: coltello e cucchiaio da minestra sulla destra e forchetta sulla sinistra. - Suddividete il cibo in piccole porzioni in modo da facilitare l'ospite.- Si possono servire due volte gli antipasti, i secondi, molti primi, ma mai il consommé, la minestra, il formaggio e la frutta.- II pane è più indicato di piccolo formato, per non doverlo tagliare prima di servirlo. Si prende dal cestino con l'apposita pinza appoggiandolo sul piattino da pane (in alto a sinistra rispetto al piatto); in mancanza dei piattini si mette sulla tovaglia.- Il vino e l'acqua si servono da destra.- Seguiti quest'ordine per servire i vini: bianchi leggeri, rossi leggeri, rossi pesanti.- E' bene servire l'acqua all'inizio, anche prima che gli ospiti si siedano, stando bene attenti a riempire i bicchieri non oltre la metà.- II vino invece va servito di volta in volta e il bicchiere non va mai riempito oltre la metà.- Se decidete di cambiare vino, occorre cambiare anche il bicchiere.- II vino rosso va aperto in anticipo e versato in una caraffa. - Il caffè e i liquori si servono di solito non a tavola. Fate accomodare gli ospiti in salotto e servite qui il caffè solo a chi lo desidera.- Servite per prima gli antipasti caldi, solo dopo passerete a quelli freddi.- Brodo, zuppe o creme si servono già versati nelle apposite tazze o nel piatto fondo e non si offrono mai una seconda volta.- Servite la pasta asciutta su grandi piatti di portata. Per chi ne desidera potete servire una seconda volta.- II pesce va presentato intero, pulito e diviso solo dopo.- Gli arrosti e i brasati vanno offerti già tagliati o divisi in pezzi.- L'insalata deve essere servita in un piatto messo a sinistra del commensale prima della pietanza che accompagna e, quando arriva sul tavolo, deve essere condita.- Non condite mai l'insalata in un recipiente metallico: l'aceto e il limone, infatti, a contatto con il metallo possono dare al cibo un cattivo sapore.- I contorni caldi vanno sistemati a decorazione del secondo.- Gli sformati di verdure vanno serviti a parte.- Intervallate con un sorbetto servito in coppette il pesce e la carne.- Disponete i formaggi su di un tagliere o su un piatto adeguato. Gli stessi vanno tolti dal frigo un'ora prima.- Prima di poter servire il dolce, il pane avanzato va tolto insieme alla briciole. Per togliere le briciole utilizzate una spazzola speciale o una paletta d'argento.- Dolci e gelati vanno serviti subito dopo il formaggio e prima della frutta.- Presentate sempre le torte intere, tagliarle solo successivamente in piccole fette. - La piccola pasticceria si porge su un vassoio al momento in cui si servono vini da dessert, caffè e liquori.

Curiosità gastronomica del Regno Unito




Nel Regno Unito di oggi non si può fare a meno di notare un numero emergenti di città ‘gastronomiche’ dove sia i residenti che i turisti possono assaporare e condividere una varietà innumerevole di alimenti, incontrandosi e interagendo con gli abitanti locali appassionati della loro storia gastronomica. Vi indichiamo alcuni di questi luoghi:


Narberth;


Castle Douglas;


Ludlow.

Sapori Regionali


Sapori Regionali
Portale enogastronomico dei prodotti tipici e ricette regionali: (Registrazione gratuita di aziende che producono e/o commercializzano prodotti tipici, aziende vinicole, ristoranti, hotel, b&b, rappresentanti / agenti di commercio).

Registrazione semplice e gratuita nel nostro archivio suddiviso per categorie e sottocategorie:

FORMAGGI E LATTE: Vaccini, Misti, Ovini, Caprini, Bufalini, Latte;
SALUMI E CARNI: Salumi misti, Carni varie, Piatti composti, Suini, Bovini, Equini, Selvaggina, Ovicaprini, Volatili;
PANE E PIZZE: Grano tenero, Grano saraceno, Grano duro, Segale, Mais, Misti, Altri cereali, Pizze e Focacce, Fritti;
PASTE E CEREALI: Riso, All'uovo, Ripiene, Fresche, Piatti composti, Cereali, Farine;
PESCE E CONSERVE: Marinato, Affumicato, Essiccato, Sott'olio, Sott'aceto, Pesce fresco, Sotto sale;
ORTAGGI E CONSERVE: Vegetali freschi, Legumi freschi, Salse, Salamoie, Fermentati, Essiccati, Sott'olio e sale;
FUNGHI E CONSERVE: Tartufi, Funghi, Conserve;
FRUTTA E CONSERVE: Frutta fresca, Frutta secca, Sciroppati, Confetture, Canditi, Sott'aceto;
DOLCI E GELATI: Pasticceria, Gelati, sorbetti e granite, Torte e ciambelle, Biscotteria, Cioccolata, Torroni e confetti;
CONDIMENTI, AROMI E SPEZIE: Sale, Pesto, sughi e salse, Aceti, Erbe aromatiche, Spezie, Essenze;
OLI E GRASSI: Olio, Olio d'oliva, Olio di semi, Olio di soia, Burro, Margarina;
LIQUORI ED INFUSI: Liquori alla frutta, Liquori alle erbe, Liquori alle spezie, Infusi, Liquori;
GRAPPE E DISTILLATI: Grappe, Distillati, Distillati alla frutta, Altri;
VINI: Bianchi, Rossi, Rosati, Passiti, Liquorosi, Spumanti;
MIELE: Melata, Millefiori, Unifloreale, Pappa reale, Propoli e polline.


http://www.saporiregionali.it/ ( Prodotti tipici abruzzesi - Prodotti tipici lucani - Prodotti tipici calabresi - Prodotti tipici campani - Prodotti tipici emiliani - Prodotti tipici laziali - Prodotti tipici lombardi - Prodotti tipici marchigiani - Prodotti tipici molisani - Prodotti tipici piemontesi - Prodotti tipici sardi - Prodotti tipici umbri - Prodotti tipici valdostani - Prodotti tipici friulani - Prodotti tipici liguri - Prodotti tipici pugliesi - Prodotti tipici siciliani - Prodotti tipici toscani - Prodotti tipici trentini - Prodotti tipici veneti - Hotel e bed&breakfast - Agriturismi - Ristoranti - Aziende vinicole – Ricette regionali ).



http://www.saporiregionali.it/ – mail info@saporiregionali.it

Promozione dell'enogastronomia e dei prodotti ittici


La sempre maggiore attenzione con cui i consumatori guardano ai prodotti di qualità, siano essi freschi, conservati o trasformati, è sicuramente indice di maturità ma denota anche incertezza e forte criticità verso il mercato. Dopo anni di continue innovazioni che hanno determinato aumenti delle rese e delle disponibilità, generato nuovi prodotti, ma anche omologazione e appiattimento del gusto, la tendenza è verso la riscoperta delle produzioni tipiche o tradizionali. Non bisogna trascurare la considerazione che la cultura delle produzioni tipiche va assumendo un ruolo sempre più importante non soltanto per la quota considerevole di consumi alimentari che riesce ad attrarre, ma anche per la capacità che è in grado di esprimere sia in termini di promozione locale che di tutela dei valori e delle tradizioni del territorio. Emerge così la necessità di promuovere e valorizzare la CUCINA TRADIZIONALE, in particolare quella a base di pesce, non solo come offerta da parte del singolo ristorante, ma come tipologia di ristorazione caratterizzante il patrimonio culturale delle REGIONI e delle citta, ognuna contraddistinta nella propria territorialità. In tal modo sarà possibile promuovere produzioni ittiche delle località marine rinomate e soprattutto per il legame con la tradizione e la storia locale sono ritenute degne di intervento. Il prodotto ittico deve essere rivalutato come TIPICO, in quanto direttamente collegabile alla storia ed alle tradizioni, spesso antichissime, del luogo di produzione, facente parte della cultura e delle tradizioni delle sue aree di produzione ed essendi frutto di lavorazioni di tipo tradizionale.