martedì 29 dicembre 2009

L'olio di oliva: Prodotti tipici Salentini..
La maggior parte della produzione nazionale di olio proviene dai paesi del mediterraneo. In Italia si produce olio in tutte le regioni tranne che in Piemonte e Valle d'Aosta. Non c'è, di fatto, una legge che tutela la qualità del prodotto made in italy, infatti, esistono sul oli di svariata tipologia, caratteristiche organolettiche e soprattutto differente prezzo di mercato che alla fine riportano sempre la denominazione di olio extravergine di oliva. In questo, il consumatore non viene tutelato per niente. In Italia abbiamo un patrimonio incredibile, più di 700 varietà diverse. Abbiamo oli particolari, come l'olio ligure, molto delicato, gli oli del Garda, quelli toscani, l'olio inconfondibile pugliese ( del Salento) e lo straordinario olio calabrese. E’ molto importante il cosiddetto “punto di fumo” dell’olio che identifica il grado di temperatura oltre il quale l'olio si altera producendo molecole tossiche per l'organismo umano. Più elevato è questo punto di fumo e più alto è il pregio dell'olio. L'olio di oliva ha il più elevato punto di fumo, supera i 200-220°. Quando si passa ad altre categorie, l'unico olio con un punto di fumo leggermente inferiore è l'olio di semi arachidi, ma al di là di questo gli altri oli (soia, girasole, ecc.) hanno punti di fumo estremamente inferiori (130°-140°), il che significa che sono inadatti alla cottura per il problema della tossicità. E' da tener presente pure che alcuni oli d'oliva risultano inadatti per la frittura, per il semplice fatto che hanno una carica aromatica notevole che coprirebbe tutti i sapori dei cibi in cottura.

In Abruzzo esistono le seguenti varietà:
(Frantoio, Leccino,Tortiglione, Dritta, Gentile di Chieti, Carboncella, Nebbio, Intosso, Olivastro, Cucco, Rustica, Castiglionese, Tortiglione);

In Basilicata esistono le seguenti varietà:
(Majatica di Ferrandina, Dolce di Chiaromonte, Faresana, Ogliarola rapallese);

In Calabria esistono le seguenti varietà:
(Carolea, Grossa di Cassano, Tondino, Grossa di Gerace, Ottobratica, Sinopolese, Dolce di Rossano);

In Campania esistono le seguenti varietà:
(Carboncella, Nostrale, Caiazzana, Ogliarola, Ortice, Ortolana, Biancolilla, Pisciottana, Palombina, Carolea, Ravece, Coratina, Minutella);

In Friuli Venezia Giulia esistono le seguenti:
(Marina, Carbonara, Corniola, Biancheria, Torcolo);

In Emilia Romagna esistono le seguenti varietà:
(Ghiacciolo, Correggiolo, Nostrana di Brisighella, Capolga, Colombina Selvatico);

Nel Lazio esistono le seguenti varietà:
(Carboncella, Frantoio, Canino, Moraiolo, Rosciola, Itrana, Leccino, Pendolino, Minutella, Olivastrone, Olivago Maurino, Raja);

In Liguria esistono le seguenti varietà:
(Colombaia, Taggiasca, Lavagnina, Merlina, Fiandola, Razzola, Olivastrone, LantescaRossese, Pignola);

In Lombardia esistono le seguenti varietà:
(Frantoio, Leccino, Moraiolo, Casaliva, Grignola, Gargnà);

Nelle Marche esistono le seguenti varietà:
(Raggia, Leccino, Mignola, Rosciola, Frantoio, Moraiolo, Dritta, Laurina, Orbetana);

Nel Molise esistono le seguenti varietà:
(Cellina di Rotello, Moraiolo, Cerasa di Montenegro, Autrina di Venafro, Gentile di Larino);

In Puglia esistono le seguenti varietà:
(Cima di Mola, Coratina, Peranazana, Ogliarola del Gargano, Tondella, Corniola, Cellina di Nardò, Bella di Cerignola, Pizzuta di Bari);

In Sardegna esistono le seguenti varietà:
(Nera di Villacidro, Tonda di Cagliari, Bosana, Semidana, Tonda di Villacidro, Bianca di Cagliari, Pizz'e Carroga);

in Sicilia esistono le seguenti varietà:
(Biancolilla, Tonda Iblea, Nocellara Etnea, Aitana, Piriccudara, Moresca, Santagatese, Crastu, Citrara, Ogliarola Messinese, Tunnulidda Cerasuola, Nocellara del Belice);

In Toscana esistono le seguenti varietà:
(MoraioloPendolino, Maurino, , Frantoio, Leccino, Scarlinese, Arancino, Colombino, Correggiolo Olivastra, Seggianese);

In Trentino Alto Adige esistono le seguenti varietà:
(Favarol, Casaliva, Gragnà, Raza, Grignan, Leccino);

In Umbria esistono le seguenti varietà:
(Dolce Agogia, Raio, Frantoio, Leccino, Moraiolo, Orbetana, Borgiona, Pocciolo, Carboncella);

Nel Veneto esistono le seguenti varietà:
(Marzemina, CasalivaTrepp, Favarol, Gragnà);


LE CLASSIFICAZIONI

OLIO DI OLIVA : (olio ottenuto dalle olive mediante principalmente processi meccanici, che comprendono il lavaggio, decantazione, centrifugazione, filtrazione, esclusi gli oli ottenuti mediante solvente o con coadiuvanti ad azione chimica o biochimica). Le sottodenominazioni dell’olio di oliva sono le seguenti:
1) Extravergine: Deve avere un'acidità massima espressa in percentuale di acido oleico minore o uguale a 0,8%, e allo stesso tempo deve essere perfetto dal punto di vista organolettico.
2) Vergine: Al di sotto troviamo l'olio d'oliva vergine, organoletticamente perfetto con una acidità minore o uguale a 2%.
3) Olio lampante: dal gusto imperfetto o difettoso e con un'acidità maggiore a 2%. Quest'olio non è commestibile e deve essere destinato ad altri usi industriali, non per il settore alimentare.
4) Olio di oliva raffinato: olio ottenuto dalla raffinazione di oli vergini con acidità inferiore a 0,3 %;
5) Olio di sansa di oliva greggio: olio ottenuto dalla sansa di olive mediante trattamento con solvente o processi fisici con acidità inferiore a 1%. La sansa è costituita dai residui della spremitura, composti da rottami di frutti, noccioli, semi, che costituiscono circa il 40% delle olive iniziali;
6) Olio di sansa di oliva raffinato: olio ottenuto dalla raffinazione di olio di sansa di oliva greggio con acidità inferiore a 0,3%;
7) Olio di sansa di oliva raffinato: con acidità inferiore a 0,3 %;
8) Olio di sansa di oliva: olio ottenuto dal taglio di olio di sansa di oliva raffinato e di olio di oliva vergine (escluso il lampante) e acidità inferiore a 1%;
Lo staff di Sapori Regionali.

giovedì 24 dicembre 2009

TANTI AUGURI DALLO STAFF DI SAPORI REGIONALI


AUGURI!!! dallo staff di Prodotti tipici regionali. Sapori Tipici.

sabato 19 dicembre 2009

I vini doc Barone Galluccio

Vini Galluccio Prodotti tipici del Salento:
Listino Vini

RISTORAZIONE ENOTECA

2009



Società Agricola Cooperativa Coop Agri a.r.l.Sede legale:73100 Lecce via F.Turati,13Stabilimento: 72026 San Pancrazio Salentino (Br)Tel: +39 331 4640686- R.I Tribunale di Lecce n°16034. R.E.A. Lecce 0172098.CCIAA P.IVA 02621130752 www.coopagri.it
“Barone Galluccio” Vino Rosso D.O.C. Salice Salentino Riserva
(annata 2004)
“Barone Galluccio” Riserva Salice Salentino D.O.C
(annata 2004)
Tipo:
Varietà:
Nome del Vigneto:
Zona di produzione:
Anno di impianto
Sistema di allevamento:
Quantità bottiglie annata:
Densità di impianto:
Resa per ha:
Resa per pianta:
Superficie vigneti:
Altimetria:
Falda profonda:
Esposizione:
Tipologia Terreno:






Epoca di vendemmia:
Diraspatura:
Macerazione:
Temperatura di fermentazione:
Lieviti:
Fermentazione malolattica:
Invecchiamento:
Affinamento:


Analisi chimica:


rosso da uva a bacca nera
Negroamaro 100%
“Scazzi”( San Pancrazio Salentino)
D.O.C Salice Salentino Riserva
1956
alberello
8.500 bott 0,750
4.000 ceppi/ha
50 qli/ha
1,300 Kg/pianta circa
12,00 ha per la DOC Riserva
60-65 mt. s.l.m.
sotto 45 mt. l.m
nord est ( San Pancrazio Salentino)
giacitura pianeggiante con pendenza inferiore al 7% , terreni
profondi di medio impasto con ottimo equilibrio tra le componenti sabbiose argillose e limose; con permeabilità medio-alta classificato come neutro/ sub-alcalino.

VINIFICAZIONE

terza decade di Settembre
totale
lavoro di cappello e vinaccia con ossigenazioni e follature
22-27
lieviti selezionati aggiunti
in serbatoi di allier francesi da 225 lt
in serbatoi di acciaio inox per i primi dodici mesi i successivi sei in fusti di Rovere di allier grandi.
in bottiglia sei mesi.

grado alcoolico 13,50% vol.
acidità totale 5,96 g/l
anidride solforosa tot. 60 mg/l
pH 3,65









“Barone Galluccio” Vino Rosso D.O.C. Salice Salentino
(annata 2005)

“Barone Galluccio” Salice Salentino D.O.C
(annata 2005)
Tipo:
Varietà:
Nome del Vigneto:
Zona di produzione:
Anno di impianto
Sistema di allevamento:
Quantità bottiglie annata:
Densità di impianto:
Resa per ha:
Resa per pianta:
Superficie vigneti: Altimetria:
Falda profonda:
Esposizione:
Tipologia Terreno:






Epoca di vendemmia:
Diraspatura:
Macerazione:
Temperatura di fermentazione:
Lieviti:
Fermentazione malolattica:
Invecchiamento:

Affinamento:

Analisi chimica:





rosso da uva a bacca nera
Negroamaro 100%
“Scazzi”( San Pancrazio Salentino)
D.O.C Salice Salentino
1956
alberello
46.500 bott 0,750
4.000 ceppi/ha
50 qli/ha
1,300 Kg/pianta circa
12,00 ha per la DOC
60-65 mt. s.l.m.
sotto 45 mt. l.m
nord est ( San Pancrazio Salentino)
giacitura pianeggiante con pendenza inferiore al 7% , terreni
profondi di medio impasto con ottimo equilibrio tra le componenti sabbiose argillose e limose; con permeabilità medio-alta classificato come neutro/ sub-alcalino.

VINIFICAZIONE

terza decade di Settembre
totale
lavoro di cappello e vinaccia con ossigenazioni e follature
22-28
lieviti selezionati aggiunti
in serbatoi di acciaio
in serbatoi di acciaio inox per i primi sei

in bottiglia sei mesi.

grado alcoolico 13,00% vol.
acidità totale 6,20 g/l
anidride solforosa tot. 70 mg/l
pH 3,74








“Vigna del Galluccio” Vino Bianco I.G.T. Salento Chardonnay
(annata 2006)

“Vigna del Galluccio” Vino Bianco I.G.T. Salento Chardonnay
(annata 2006)
Tipo:
Varietà:
Nome del Vigneto:
Zona di produzione:
Anno di impianto
Sistema di allevamento:
Quantità bottiglie annata:
Densità di impianto:
Resa per ha:
Resa per pianta:
Superficie vigneti: Altimetria:
Falda profonda:
Esposizione:
Tipologia Terreno:






Epoca di vendemmia:
Diraspatura:
Macerazione:
Temperatura di fermentazione:
Lieviti:
Fermentazione malolattica:
Invecchiamento:

Affinamento:

Analisi chimica:





vino bianco da uve a bacca bianca
Chardonnay 100%
“Scazzi”( San Pancrazio Salentino)
I.G.T Puglia Bianco
1986
Spalliera bassa.
25.000 bott 0,750
6.000 ceppi/ha
95 qli/ha
1.600 Kg/pianta circa
6,00 ha per IGT
60-65 mt. s.l.m.
sotto 45 mt. l.m
nord est ( San Pancrazio Salentino)
giacitura pianeggiante con pendenza inferiore al 7 % , terreni
carsici, sabbiosi, argillosi con permeabilità buona..

VINIFICAZIONE



prima decade di Settembre
totale
autovinificatori in acciaio
controllata
lieviti selezionati
in serbatoi di acciaio
no

in bottiglia quattro mesi.

grado alcoolico 11,00 % vol.
acidità totale 6,70 g/l
anidride solforosa tot. 60 mg/l
pH 3,50

Sapori Regionali

mercoledì 16 dicembre 2009

Tabella tasso alcolemico

Sono in vigore dal 23.09.2008 le tabelle per il calcolo del tasso di concentrazione di alcol nel sangue, la cosiddetta alcolemia. La legge prescrive che siano obbligatoriamente esposte all'entrata, all'interno e all'uscita dei locali commerciali e che la somministrazione delle bevande alcoliche cessi dopo le ore 02 della notte. Le tabelle, previste peraltro dalla legge n. 160/07, hanno un valore puramente indicativo per evitare il superamento del limite legale di alcolemia di 0,5 grammi per litro, così come rilevabile dagli alcol-test. Il nuovo decreto attuativo chiarisce che non esistono livelli di consumo alcolico sicuri alla guida e che, a parità di quantità di alcol consumate, vi sono molti fattori individuali che possono determinare variazioni significative del livello alcolemico, come ad esempio l’assunzione di farmaci, anche di uso comune. I valori di alcolemia ricavabili dalle tabelle in base al consumo personale non hanno quindi una validità legale: sono soltanto dei riferimenti per prevenire i rischi legati all’assunzione di alcol per la sicurezza stradale. L’autovalutazione è tuttavia un ausilio perché consente una stima a partire da quantità predeterminate delle bevande alcoliche più comuni. Per il resto, i valori si ricavano grazie a un insieme limitato di fattori: sesso, età, peso corporeo e il fatto che si sia a stomaco pieno o a digiuno. Il valore individuato è riferito ad un’assunzione effettuata entro 60-100 minuti precedenti. Di seguito pubblicamo le tabelle:

TABELLA DESCRITTIVA DEI PRINCIPALI SINTOMI CORRELATI
AI DIVERSI LIVELLI DI CONCENTRAZIONE ALCOLEMICA
(Art. 6 del decreo-legge 3 agosto 2007 n. 117 convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1. della legge 2 ottobre 2007, n. 160)
LIMITE LEGALE DEL TASSO ALCOLEMICO PER LA GUIDA:
0,5 GRAMMI per LITRO
Concentrazione di alcol nel sangue
(g/L)
Sensazioni più frequenti (*)
Effetti progressivi e abilità compromesse (*)
0
Nessuna
Nessuna
0.1-0.2
Iniziale sensazione di ebbrezza.
Iniziale riduzione delle inibizioni e del controllo.
Affievolimento della vigilanza, attenzione e controllo.
Iniziale riduzione del coordinamento motorio.
Iniziale riduzione della visione laterale.
Nausea.
0.3-0.4
Sensazione di ebbrezza.
Riduzione delle inibizioni, del controllo e della percezione del rischio.
Riduzione delle capacità di vigilanza, attenzione e controllo.
Riduzione del coordinamento motorio e dei riflessi.
Riduzione della visione laterale.
Vomito.
0.5 g/L : LIMITE LEGALE DEL TASSO ALCOLEMICO PER LA GUIDA
0.5-0.8
Cambiamenti dell’umore.
Nausea, sonnolenza.
Stato di eccitazione emotiva.
Riduzione della capacità di giudizio.
Riduzione della capacità di individuare oggetti in movimento e della visione laterale.
Riflessi alterati.
Alterazione delle capacità di reazione agli stimoli sonori e luminosi.
Vomito.
0.9-1.5
Alterazione dell’umore.
Rabbia.
Tristezza.
Confusione mentale, disorientamento.
Compromissione della capacità di giudizio e di autocontrollo.
Comportamenti socialmente inadeguati.
Linguaggio mal articolato.
Alterazione dell’equilibrio.
Compromissione della visione, della percezione di forme, colori, dimensioni.
Vomito.
1.6-3.0
Stordimento.
Aggressività.
Stato depressivo.
Apatia.
Letargia.
Compromissione grave dello stato psicofisico.
Comportamenti aggressivi e violenti.
Difficoltà marcata a stare in piedi o camminare.
Stato di inerzia generale.
Ipotermia.
Vomito.
3.1-4.0
Stato di incoscienza
Allucinazioni.
Cessazione dei riflessi.
Incontinenza.
Vomito.
Coma con possibilità di morte per soffocamento da vomito.
Oltre 4
Difficoltà di respiro, sensazione di soffocamento.
Sensazione di morire.
Battito cardiaco rallentato.
Fame d’aria.
Coma.
Morte per arresto respiratorio.
Lo staff di Sapori Regionali ( prodotti tipici italiani).

sabato 12 dicembre 2009

Strozzetti -

STROZZETTI ( prodotti tipici del salento)
PROCESSO DI LAVORAZIONE DEGLI STROZZETTI:

Si prepara un impasto con farina di grano tenero, acqua, zucchero, burro, uova, cioccolato fondente, mandorle, liquore San Marzano, cannella, latte, lievito, scorza di limone e arancia grattugiata.
L’impasto viene lavorato a mano sino a raggiungere un amalgama completo fra tutti gli ingredienti.
L’impasto si lasca riposare per circa 1 ora, per poi essere lavorato, sempre a mano, modellandolo nella forma di uno sfilatino.
Gli sfilatini ottenuti sono poi infornati nel forno a legna con fuoco lento a bassa temperatura per darne la doratura.
Dopo questa prima fase lo sfilatino viene manualmente tagliato verticalmente per ottenere la classica forma degli strozzetti; questi vengono nuovamente infornati nel forno a legna e tenuti circa 3 ore per la biscottatura .
Dopo la cottura vengono disposti in apposite teglie per il raffreddamento.
Tutti i prodotti utilizzati sono di provenienza italiana.
La lavorazione manuale risulta evidente perché non troverete mai due strozzetti perfettamente identici nella forma e nelle dimension


Antico Forno a Legna
del Salento


STROZZETTI:
Conf. gr. 200 in sacchetto – Consumabili entro 11 mesi

INGREDIENTI:
Farina di grano tenero, acqua, zucchero, burro, uova, cioccolato fondente, mandorle, liquore San Marzano, cannella, latte, lievito, scorza di limone e arancia grattugiata .

La farina è ottenuta da grano tenero coltivato e macinato in Italia.

Prodotto cotto nel forno in pietra alimentato da fascine di ulivo
con lavorazione a lenta lievitazione naturale.

Lo staff di Sapori Regionali.
http://www.saporiregionali.it/

Cantucci -

CANTUCCINI ( prodotti tipici pugliesi)
PROCESSO DI LAVORAZIONE DEI CANTUCCINI:

Si prepara un impasto con farina di grano tenero, acqua, olio di oliva, zucchero, uova, mandorle a pezzetti, latte, lievito, scorza di limone e arancia grattugiata, bacche di vaniglia .
L’impasto viene lavorato a mano sino a raggiungere un amalgama completo fra tutti gli ingredienti.
L’impasto si lasca riposare per circa 1 ora, per poi essere lavorato, sempre a mano, modellandolo nella forma di uno sfilatino.
Gli sfilatini ottenuti sono poi infornati nel forno a legna con fuoco lento a bassa temperatura per darne la doratura.
Dopo questa prima fase lo sfilatino viene manualmente tagliato verticalmente per ottenere la classica forma dei cantuccini; questi vengono nuovamente infornati nel forno a legna e tenuti circa 3 ore per la biscottatura .
Dopo la cottura vengono disposti in apposite teglie per il raffreddamento.
Tutti i prodotti utilizzati sono di provenienza italiana.
La lavorazione manuale risulta evidente perché non troverete mai due cantuccini perfettamente identici nella forma e nelle dimensioni.

Codice prodotto per ordinativi: 2811081

Antico Forno a Legna
del Salento

Cantuccini:
Conf. gr. 200 in sacchetto – Consumabili entro 11 mesi

INGREDIENTI:
Farina di grano tenero, acqua, olio di oliva, zucchero, uova, mandorle a pezzetti, latte, lievito, scorza di limone e arancia grattugiata, bacche di vaniglia .

La farina è ottenuta da grano tenero coltivato e macinato in Italia.

Prodotto cotto nel forno in pietra alimentato da fascine di ulivo
con lavorazione a lenta lievitazione naturale.



Lo staff di sapori Regionali

Amaretti -

AMARETTI ( prodotti tipici Salentini)

PROCESSO DI LAVORAZIONE DEGLI AMARETTI:

Si prepara un impasto con farina di grano tenero, acqua, mandorle bianche tritate, zucchero, albume bianco di uova, burro, cioccolato fondente, liquore San Marzano, cannella, latte, lievito, scorza di limone grattugiato. L’impasto viene lavorato a mano sino a raggiungere un amalgama completo fra tutti gli ingredienti.
L’impasto si lasca riposare per circa 1 ora, per poi essere lavorato, sempre a mano, modellandolo nella forma degli amaretti.
Vengono poi infornati nel forno a legna e tenuti per circa 1 ora con fuoco lento a bassa temperatura.
Dopo la cottura vengono disposti in apposite teglie per il raffreddamento.
Tutti i prodotti utilizzati sono di provenienza italiana.
La percentuale di mandorle presenti nel prodotto è molto elevata, e la farina viene utilizzata al minimo necessario per amalgamare l’impasto.
La lavorazione manuale risulta evidente perché non troverete mai due amaretti perfettamente identici nella forma e nelle dimensioni.

Codice prodotto per ordinativi: 2811082

Antico Forno a Legna
del Salento

amaretti:
Conf. gr. 200 in sacchetto – Consumabili entro 11 mesi

INGREDIENTI:
Farina di grano tenero, acqua, mandorle bianche tritate, zucchero, albume bianco di uova, burro, cioccolato fondente, liquore San Marzano, cannella, latte, lievito, scorza di limone grattugiato

Prodotto cotto nel forno in pietra alimentato da fascine di ulivo.
con lavorazione a lenta lievitazione naturale.


Lo staff di Sapori Regionali.

Cioppini -

CIOPPINI: ( prodotti tipici artigianali)

PROCESSO DI LAVORAZIONE DEI CIOPPINI BOLLITI:

In premessa ci teniamo a sottolineare che la farina di grano tenero proviene da frumento coltivato e macinato in Italia.
Si prepara un impasto con farina di grano tenero, acqua, olio di oliva, vino bianco, sale, lievito ed aromi naturali nelle produzioni speziate. La lavorazione dell'impasto per la realizzazione dei cioppini bolliti è fatta molto lentamente. L’impasto si lascia riposare circa 2 ore per poi essere lavorato con un lento procedimento manuale che modella l’impasto nella forma dei cioppini. Questi vengono immersi nell’acqua calda per essere bolliti e poi lasciati riposare per altre 2 ore per permetterne la lievitazione, quindi infornati nel forno a legna per dargli la doratura. Successivamente vengono sfornati, staccati l’uno dall’altro e nuovamente infornati per l’essiccatura per circa 4 ore.
Il risultato lo lasciamo giudicare al consumatore.
Sono indicati per spuntini e come compagnia negli aperitivi;
a differenza dei numerosi snack presenti sul mercato, sono realizzati con prodotti naturali e privi di grassi aggiunti.

Cioppini di grano tenero all’olio


Cioppini di grano tenero al finocchio

Cioppini di grano tenero al sesamo

Cioppini di grano tenero alla pizzaiola piccante

Antico Forno a Legna
del Salento

Cioppini:
Conf. gr. 250 in sacchetto – Consumabili entro 18 mesi

INGREDIENTI:
Farina di grano tenero, acqua, olio di oliva, vino bianco, sale, lievito naturale .
Nelle produzioni con aromi naturali con l’aggiunta di finocchio, o sesamo, o pizzaiola piccante.

La farina è ottenuta da grano tenero coltivato e macinato in Italia.

Prodotto cotto nel forno in pietra alimentato da fascine di ulivo
con lavorazione a lenta lievitazione naturale.



Lo staff di Sapori Regionali.

Le chicce -

LE CHICCHE: ( prodotti artigianali tipici del Salento)
PROCESSO DI LAVORAZIONE DELLE CHICCHE BOLLITE:

In premessa ci teniamo a sottolineare che la farina di grano tenero proviene da frumento coltivato e macinato in Italia.
Si prepara un impasto con farina di grano tenero, acqua, olio di oliva, vino bianco, sale, lievito ed aromi naturali nelle produzioni speziate. La lavorazione dell'impasto per la realizzazione delle chicche è fatta molto lentamente. L’impasto si lascia riposare circa 2 ore per poi essere lavorato con un lento procedimento manuale che modella l’impasto nella forma delle chicche. Queste vengono immerse nell’acqua calda per essere bollite e poi lasciate riposare per altre 2 ore per permetterne la lievitazione, quindi infornate nel forno a legna per darle la doratura. Successivamente vengono sfornate, staccate l’una dall’altra e nuovamente infornate per l’essiccatura per circa 4 ore.
Il risultato lo lasciamo giudicare al consumatore.
Sono indicate per spuntini e come compagnia negli aperitivi;
a differenza dei numerosi snack presenti sul mercato, sono realizzate con prodotti naturali e prive di grassi aggiunti.


Chicche di grano tenero all’olio

Chicche di grano tenero al finocchio

Chicche di grano tenero al sesamo

Chicche di grano tenero alla pizzaiola piccante

Antico Forno a Legna
del Salento

Le chicche:
Conf. gr. 250 in sacchetto – Consumabili entro 18 mesi

INGREDIENTI:
Farina di grano tenero, acqua, olio di oliva, vino bianco, sale, lievito naturale
Nelle produzioni con aromi naturali con l’aggiunta di finocchio, o sesamo, o pizzaiola piccante

La farina è ottenuta da grano tenero coltivato e macinato in Italia.

Prodotto cotto nel forno in pietra alimentato da fascine di ulivo.
con lavorazione a lenta lievitazione naturale.

Lo staff di Sapori Regionali.

Tarallini bolliti -

TARALLINI BOLLITI: ( prodotti artigianali tipici del salento e della Puglia)

I tarallini hanno un processo di lavorazione rigorosamente manuale, infatti non troverete mai due taralli perfettamente uguali.
Sono indicati per spuntini e come compagnia negli aperitivi;
a differenza dei numerosi snack presenti sul mercato, sono realizzati con prodotti naturali e privi di grassi aggiunti.

PROCESSO DI LAVORAZIONE DEI TARALLINI BOLLITI

In premessa ci teniamo a sottolineare che la farina di grano tenero proviene da frumento coltivato e macinato in Italia.
Si prepara un impasto con farina di grano tenero, acqua, olio di oliva, vino bianco, sale, lievito ed aromi naturali nelle produzioni speziate. La lavorazione dell'impasto per la realizzazione dei tarallini bolliti è fatta molto lentamente. L’impasto si lascia riposare circa 2 ore per poi essere lavorato con un lento procedimento manuale che modella l’impasto nella forma dei tarallini. Questi vengono immersi nell’acqua calda per essere bolliti e poi lasciati riposare per altre 2 ore per permetterne la lievitazione, quindi infornati nel forno a legna per dargli la doratura. Successivamente vengono sfornati, staccati l’uno dall’altro e nuovamente infornati per l’essiccatura per circa 4 ore.
Il risultato lo lasciamo giudicare al consumatore.


Tarallini bolliti di grano tenero all’olio

Tarallini bolliti di grano tenero al finocchio

Tarallini bolliti di grano tenero al sesamo

Tarallini bolliti di grano tenero alla pizzaiola piccante

Antico Forno a Legna
del Salento

Tarallini bolliti:
Conf. gr. 250 in sacchetto – Consumabili entro 18 mesi

INGREDIENTI:
Farina di grano tenero, acqua, olio di oliva, vino bianco, sale, lievito naturale.
Nelle produzioni con aromi naturali con l’aggiunta di finocchio, o sesamo, o pizzaiola piccante.

La farina è ottenuta da grano tenero coltivato e macinato in Italia.

Prodotto cotto nel forno in pietra alimentato da fascine di ulivo.
con lavorazione a lenta lievitazione naturale.

Lo staff di Sapori Regionali.

Tarallini forno a legna -

TARALLINI FORNO A LEGNA: ( prodotti tipici artigianali Pugliesi)

I tarallini hanno un processo di lavorazione rigorosamente manuale, infatti non troverete mai due taralli perfettamente uguali.
Sono indicati per spuntini e come compagnia negli aperitivi; A differenza dei numerosi snack presenti sul mercato, sono realizzati con prodotti naturali e privi di grassi aggiunti.

PROCESSO DI LAVORAZIONE DEI TARALLINI AL FORNO A LEGNA

In premessa ci teniamo a sottolineare che la farina di grano tenero proviene da frumento coltivato e macinato in Italia.
Si prepara un impasto con farina di grano tenero, acqua, olio di oliva, vino bianco, sale, lievito ed aromi naturali nelle produzioni speziate. La lavorazione dell'impasto per la realizzazione dei tarallini viene fatta molto lentamente. L’impasto si lascia riposare circa 2 ore per poi essere lavorato con un lento procedimento manuale che modella l’impasto nella forma dei tarallini. Questi vengono lasciati riposare per altre 2 ore per permetterne la lievitazione, poi pennellati uno per uno con albume e tuorlo di uova fresche e infornati nel forno a legna per dargli la doratura. Successivamente vengono sfornati, staccati l’uno dall’altro e nuovamente infornati per l’essiccatura per circa 4 ore.
Il risultato lo lasciamo giudicare al consumatore.


Tarallini di grano tenero alla pizzaiola piccante

Tarallini di grano tenero alla pizzaiola dolce

Tarallini di grano tenero al finocchio

Tarallini di grano tenero all’olio

Antico Forno a Legna
del Salento

Tarallini al forno a legna
Conf. gr. 250 in sacchetto – Consumabili entro 18 mesi

INGREDIENTI:
Farina di grano tenero, acqua, olio di oliva, vino bianco, sale, lievito naturale
Nelle produzioni con aromi naturali con l’aggiunta di finocchio,
o pizzaiola piccante, o pizzaiola dolce.

La farina è ottenuta da grano tenero coltivato e macinato in Italia.

Prodotto cotto nel forno in pietra alimentato da fascine di ulivo.
con lavorazione a lenta lievitazione naturale.

Lo staff di Sapori Regionali.

Tarallini forno a legna -

TARALLINI FORNO A LEGNA: ( prodotti tipici)

I tarallini hanno un processo di lavorazione rigorosamente manuale, infatti non troverete mai due taralli perfettamente uguali.
Sono indicati per spuntini e come compagnia negli aperitivi;
a differenza dei numerosi snack presenti sul mercato, sono realizzati con prodotti naturali e privi di grassi aggiunti.

PROCESSO DI LAVORAZIONE DEI TARALLINI
AL FORNO A LEGNA:

In premessa ci teniamo a sottolineare che la farina di grano tenero proviene da frumento coltivato e macinato in Italia.
Si prepara un impasto con farina di grano tenero, acqua, olio di oliva, vino bianco, sale, lievito ed aromi naturali nelle produzioni speziate. La lavorazione dell'impasto per la realizzazione dei tarallini viene fatta molto lentamente. L’impasto si lascia riposare circa 2 ore per poi essere lavorato con un lento procedimento manuale che modella l’impasto nella forma dei tarallini. Questi vengono lasciati riposare per altre 2 ore per permetterne la lievitazione, poi pennellati uno per uno con albume e tuorlo di uova fresche e infornati nel forno a legna per dargli la doratura. Successivamente vengono sfornati, staccati l’uno dall’altro e nuovamente infornati per l’essiccatura per circa 4 ore.
Il risultato lo lasciamo giudicare al consumatore.


Tarallini di grano tenero alla pizzaiola piccante

Tarallini di grano tenero alla pizzaiola dolce

Tarallini di grano tenero al finocchio

Tarallini di grano tenero all’olio


Antico Forno a Legna
del Salento

Tarallini al forno a legna
Conf. gr. 250 in sacchetto – Consumabili entro 18 mesi

INGREDIENTI
Farina di grano tenero, acqua, olio di oliva, vino bianco, sale, lievito naturale
Nelle produzioni con aromi naturali con l’aggiunta di finocchio,
o pizzaiola piccante, o pizzaiola dolce

La farina è ottenuta da grano tenero coltivato e macinato in Italia

Prodotto cotto nel forno in pietra alimentato da fascine di ulivo
con lavorazione a lenta lievitazione naturale
Sapori Regionali

Friselline vari gusti -

FRISELLINE DI GRANO TENERO: ( prodotti tipici fatti a mano)


Le friselline di grano tenero sono friabili e per questo si possono consumare senza essere ammollate in acqua.
Nel nostro forno la lavorazione di ogni prodotto, e dunque anche delle friselline, è rigorosamente manuale: infatti è difficile trovare due pezzi perfettamente uguali.
Le proponiamo sia naturali che arricchite da aromi e spezie nelle versioni :
- all’olio- con olive nere denocciolate e tritate
- con pizzaiola piccante- con pizzaiola dolce
Come le frise sono un alimento sano, ricco di amido e proteine vegetali, e privo di grassi aggiunti presenti invece nella maggior parte degli snack in commercio.
La fantasia ed il gusto del consumatore può creare delle preparazioni con salse e condimenti naturali che esaltano il prodotto.
Ideali per aperitivi e merende.


Friselline di grano tenero alle olive nere

Friselline di grano tenero alla pizzaiola piccante

Friselline di grano tenero alla pizzaiola dolce

Friselline di grano tenero all’olio


Antico Forno a Legna
del Salento

FRISELLINE DI GRANO TENERO
Conf. gr. 250 in sacchetto – Consumabili entro 18 mesi

INGREDIENTI
Farina di grano tenero, acqua, olio di oliva, vino bianco, sale, lievito naturale.
Nelle produzioni con aromi naturali con l’aggiunta di olive nere denocciolate, o pizzaiola piccante, o pizzaiola dolce.

La farina è ottenuta da grano tenero coltivato e macinato in Italia.

Prodotto cotto nel forno in pietra alimentato da fascine di ulivo
con lavorazione a lenta lievitazione naturale.


Lo staff di Sapori Regionali.

Friselline di grano e orzo -

FRISELLINE DI GRANO E FRISELLINE DI ORZO ( prodotti tipici del Salento)
Le friselline di grano e le friselline di orzo, uguali nei contenuti e nella fattura alle sorelle maggiori ma di dimensioni più piccole, sono una nostra proposta tesa a valorizzare al massimo la potenzialità delle frise che, oltre che nel modo classico (pomodoro, olio, sale ed origano), possono essere condite e servite con la fantasia del consumatore ( nell’ultima pagina vi proponiamo le nostre ricette per degustare le frise); una merenda con le friselline permette di degustare insieme più sapori e condimenti.

Friselline di grano

Fiselline di orzo


Antico Forno a Legna
del Salento

FRISELLINE DI GRANO E DI ORZO
Conf. gr. 250 in sacchetto – Consumabili entro 18 mesi

INGREDIENTI
Friselline di grano: Farina di grano duro, acqua, sale, lievito naturale.
Friselline di orzo: Farina di orzo, farina integrale, acqua, sale, lievito naturale.

La farina è ottenuta da grano coltivato e macinato nel Salento.

Prodotto cotto nel forno in pietra alimentato da fascine di ulivo
con lavorazione a lenta lievitazione naturale.
Lo staff di Sapori Regionali.

Frise di orzo -

FRISE DI ORZO: ( prodotti artigianali Pugliesi tipici del Salento)
Le frise di orzo erano, per i nostri contadini, l’alternativa alla frise di grano quando questo frumento era scarso e troppo costoso.
In tempi recenti è invece l’alternativa dietetica per chi predilige una alimentazione a base di fibre, senza rinunciare al piacere di un alimento sano e naturale.
La preparazione delle frise di orzo è uguale a quella delle frise di grano.


PROCESSO DI LAVORAZIONE DELLE FRISE:
( di grano e di orzo)
In premessa ci teniamo a sottolineare che la farina di grano duro, o di orzo ed integrale, provengono da frumento coltivato e macinato nel Salento.
Si prepara un impasto con farina di grano duro (o di orzo ed integrale), acqua, sale e lievito naturale. La lavorazione dell'impasto per la realizzazione delle frise viene fatta molto lentamente. L’impasto si lascia riposare circa 2 ore per poi essere lavorato con un lento procedimento manuale che modella l’impasto in ciambelle arrotolate. Queste vengono lasciate riposare per altre 2 ore per permetterne la lievitazione, e dopo infornate nel forno a legna per darle la doratura. Successivamente vengono sfornate e tagliate a metà, una per una, passandole su un filo di ferro teso, che ne attribuisce l’aspetto ruvido della parte interna. Vengono nuovamente messe nel forno a legna per essere biscottate, un procedimento antico che serve a mantenere inalterate le caratteristiche nutrizionali della frisa, facendone un prodotto a lunga conservazione.

Codice prodotto per ordinativi :
formato gr. 500
formato gr. 1000

Antico Forno a Legna
del Salento


FRISE DI ORZO
Conf. gr. 500 e gr. 1000 in sacchetto – Consumabili entro 18 mesi

INGREDIENTI
Farina di orzo, farina integrale, acqua, sale, lievito naturale.

La farina è ottenuta da grano coltivato e macinato nel Salento.

Prodotto cotto nel forno in pietra alimentato da fascine di ulivo
con lavorazione a lenta lievitazione naturale.
Lo staff di Sapori Regionali.

Frise di grano -

FRISE DI GRANO ( prodotti tipici del grande Salento Pugliese)




La tradizione vuole che le "frise" siano state portate da Enea quando sbarcò a Porto Badisco, nei pressi di Otranto: si tratta di ciambelle di pane biscottate nel forno, tagliate a metà, trasversalmente da un filo, e cotte una seconda volta a forno tiepido; una volta la frisa era il pasto tradizionale dei nostri contadini che la condivano con pomodoro fresco, rughetta e olio extravergine di d'oliva.
Oggi la frisa è diventata un pasto prelibato che rientra a pieno titolo nella dieta mediterranea.
È un alimento a lunga conservazione che, da crostino duro, si rivitalizza e si ammorbidisce a contatto dell’acqua.
Le frise, autentico capolavoro di sobrietà, intelligenza e sapore, si bagnano con acqua e si condiscono con olio, pomodori, sale e origano. Qualche volta si arricchiscono di altri condimenti come rucola, peperoni, erba di mare (crithimum maritimus), e peperoncino e, in questo caso, vengono denominate "friseddhre 'ncapunate".
Le frise sono un alimento sano ricco di amido e proteine vegetali, e privo di grassi aggiunti presenti invece nella maggior parte degli snack in commercio.
Sono ricche di: proteine, amido, vitamine del gruppo B, fibra alimentare, (frise integrali)
Sono consigliate: nell'alimentazione di tutti i giorni, anche nella prima infanzia, e nelle diete a base di alimenti facilmente digeribili.
Sono sconsigliate: le frise condite sono sconsigliate nelle diete ipocaloriche, nel morbo celiaco e quando è obbligatorio il consumo di prodotti rigorosamente privi di glutine.


Codice prodotto per ordinativi
formato gr. 500
formato gr. 1000


Antico Forno a Legna
del Salento


FRISE DI GRANO
Conf. gr. 500 e gr. 1000 in sacchetto – Consumabili entro 18 mesi

INGREDIENTI:
Farina di grano duro, acqua, sale, lievito naturale.

La farina è ottenuta da grano coltivato e macinato nel Salento.

Prodotto cotto nel forno in pietra alimentato da fascine di ulivo
con lavorazione a lenta lievitazione naturale.
Lo staff di Sapori Regionali.
http://www.saporiregionali.it/

lunedì 7 dicembre 2009

Coopagri Barone Galluccio: olio, vino e verdure

COOPAGRI: Le tre terre, Galolio e natura Viva Bio Salento.
La storia dell'azienda Coopagri, è strettamente legata al territorio in cui è collocata l'azienda stessa. Situata in una superficie di più di 200 ettari, l'azienda Coopagri si sviluppa in agro di San Pancrazio Salentino provincia di Brindisi ed assume grandissima importanza sin dal VIII° secolo a.c.. Il nome "Le tre Terre" trae le sue origini, proprio dalla naturale collocazione in cui era posizionata l'azienda, area in cui si uniscono i territori delle province di Brindisi, Taranto e Lecce, territorio che dal 2007 è stato denominato il cosiddetto "Grande Salento". In prossimità dell'antica masseria dove prima sorgeva l'antico stabilimento realizzato nei primi anni del '900, sorge adesso la nuova cantina, che nel 2003 è stata completamente ristrutturata dal Barone Francesco Galluccio nel rispetto della vecchia struttura architettonica. L'opificio, è dotato di impianti tecnologici moderni di vinificazione, e completa l'intero ciclo produttivo con l'imbottigliamento portando a compimento il corso della filiera iniziato con la raccolta delle uve. La famiglia Galluccio trae le sue origini nel lontano 1281 quando il re Carlo I° conferì il titolo di Barone a Pietro e Riccardo Galluccio onorandoli con il titolo di "Cavalieri Fedeli". Dopo il 1480 con Re Ruggiero il Normanno proclamatosi Duca di Puglia e di Calabria e Re di Sicilia, la famiglia spostò il suo feudo in Calabria, a Crotone. Intorno al 1860 il Barone Giacomo Galluccio insediatosi nella provincia di Lecce a Noha frazione del Comune di Galatina, sposò la Baronessa Anna Balsamo Capece, ultima discendente della famiglia di origine napoletana, ereditando così il titolo di Barone di Corsano congiuntamente al feudo di Lecce e Brindisi. Dall'unione del Barone Giuseppe Galluccio con la nobildonna Tamburino Frisari il feudo si ampliò sino a giungere ai nostri giorni al figlio, l'attuale Barone Francesco Galluccio, amministratore e propietario della Coopagri che comprende Le Tre Terre, il marchio Galolio e quello Natura Viva Bio Salento. La Coopagri, vende olio 100% Salento, vino DOC e IGT del Salento nonchè verdure sott'olio. Per info E-mail info@coopagri.it
Lo staff di Sapori Regionali.

La patata

La patata è sostanzialmente un tubero, ed considerata uno dei più versatili tra gli ortaggi in commercio. La natura gli ha conferito il compito di riserva di sostanze nutritive tra cui l'amido, necessario per la pianta stessa, ma anche e soprattutto per l'uomo che ha saputo trarne vantaggio. Originaria dell'America, iniziò a diffondersi in Europa solo attorno alla fine del 1500. Utilizzate in migliaia di ricette tipiche, sono protagoniste in tutto il mondo per la preparazione di tantissimi gustosi piatti. Le patate si dividono in due qualità: "farinose", e "non farinose". Le prime sono ricche di amido e sono consigliate nelle ricette che prevedono la riduzione a purea delle stesse. Le seconde, invece, hanno poco contenuto di amido e si prestano meglio per la realizzazione di ricette che prevedono l'utilizzo delle stesse a pezzi. Queste due distinzioni ricordano l'originaria distinzione ormai non più esistente tra patata pasta gialla, più soda e compatta, piuttosto versatile ma particolarmente adatta per essere cucinata intera e per essere fritta e patata pasta bianca, di forma tonda, piuttosto farinosa quindi adatta alla preparazione di purè, sformati e qualunque piatto che ne prevede il taglio a pezzetti. Le patate novelle hanno la buccia sottile e si raccolgono nella stagione primaverile mentre in estate si raccolgono le precoci, semi-precoci e le tardive. Un cenno di attenzione meritano pure le cosiddette patate dolci utilizzate in tantissime ricette di contorni e dessert vari. Durante l'acquisto vanno preferite le patate senza imperfezioni e macchie nonchè priven di germogli grinze e spaccature ( bisogna fare molta attenzione alle parti germogliate in cui si sviluppano la solanina e la solanidina, alcaloidi che possono provocare intossicazioni). Le patate vanno conservate rispettando alcuni piccoli accorgimenti: in luogo fresco e al riparo della luce per evitare che diventino verdi. La temperatura non deve essere nè troppo umida nè troppo secca, la cantina sarebbe il luogo ideale. Mai conservarle in buste di plastica che le farebbero marcire dopo qualche giorno. Durante la cottura, sia se vengano fritte, bollite o al forno, vanno tagliate a pezzetti delle stesse dimensioni per garantire una cottura costante e omogenea. Per la cottura in forno è consigliabile pelarle e tagliarle a pezzi lasciandole a bagno in acqua fredda per mezz'ora circa. Si eviterà, così, che si rompano durante la cottura. Il tempo di cottura per patate lessate è di 40 minuti circa mentre quello per le patate fritte è di 7 minuti circa in olio bollente a 160°. Dal punto di vista organolettico, le patate sono ricche di acqua, vitamine e sali minerali. La presenza di potassio le rende un ottimo strumento contro l'ipertensione. Indicate anche in caso di anemie, mentre i diabetici devono farne un uso moderato. Buon appetito.

Lo staff di Sapori Regionali.

mercoledì 2 dicembre 2009

I conservanti nei salumi

I conservanti nei salumi: tutto quello che bisogna sapere:
Nei salumi, il problema dei conservanti, è rapprese ntato sostanzialmentedalla presenza dei nitriti e dei nitrati. I primi ( E 249 e E 250) sono additivi che hanno la funzione di inibire la crescita delle forme vegetative, ma si legano ad una parte delle proteine della carne, dando luogo a composti considerati da molti studiosi cancerogeni. I secondi ( E 251 e E252) vengono trasformati in nitriti e quindi fungono da riserva per garantire la conservazione degli insaccati nel tempo. Anche questi sono considerati cancerogeni. La vitamina "C" e gli altri antiossidanti inibiscono la formazione di queste sostanze "nitrossammine" e, pertanto, inibiscono la pericolosità di questi additivi. Per le donne in stato di garvidanza si sconsigliano i prosciutti poco cotti o peggio crudi per via della toxoplasmosi che potrebbe provocare seri problemi di malformazione al feto.

Lo staff di Sapori Regionali.