L'olio di oliva: Prodotti tipici Salentini..La maggior parte della produzione nazionale di olio proviene dai paesi del mediterraneo. In Italia si produce olio in tutte le regioni tranne che in Piemonte e Valle d'Aosta. Non c'è, di fatto, una legge che tutela la qualità del prodotto made in italy, infatti, esistono sul oli di svariata tipologia, caratteristiche organolettiche e soprattutto differente prezzo di mercato che alla fine riportano sempre la denominazione di olio extravergine di oliva. In questo, il consumatore non viene tutelato per niente. In Italia abbiamo un patrimonio incredibile, più di 700 varietà diverse. Abbiamo oli particolari, come l'olio ligure, molto delicato, gli oli del Garda, quelli toscani, l'olio inconfondibile pugliese ( del Salento) e lo straordinario olio calabrese. E’ molto importante il cosiddetto “punto di fumo” dell’olio che identifica il grado di temperatura oltre il quale l'olio si altera producendo molecole tossiche per l'organismo umano. Più elevato è questo punto di fumo e più alto è il pregio dell'olio. L'olio di oliva ha il più elevato punto di fumo, supera i 200-220°. Quando si passa ad altre categorie, l'unico olio con un punto di fumo leggermente inferiore è l'olio di semi arachidi, ma al di là di questo gli altri oli (soia, girasole, ecc.) hanno punti di fumo estremamente inferiori (130°-140°), il che significa che sono inadatti alla cottura per il problema della tossicità. E' da tener presente pure che alcuni oli d'oliva risultano inadatti per la frittura, per il semplice fatto che hanno una carica aromatica notevole che coprirebbe tutti i sapori dei cibi in cottura.
In Abruzzo esistono le seguenti varietà:
(Frantoio, Leccino,Tortiglione, Dritta, Gentile di Chieti, Carboncella, Nebbio, Intosso, Olivastro, Cucco, Rustica, Castiglionese, Tortiglione);
In Basilicata esistono le seguenti varietà:
(Majatica di Ferrandina, Dolce di Chiaromonte, Faresana, Ogliarola rapallese);
In Calabria esistono le seguenti varietà:
(Carolea, Grossa di Cassano, Tondino, Grossa di Gerace, Ottobratica, Sinopolese, Dolce di Rossano);
In Campania esistono le seguenti varietà:
(Carboncella, Nostrale, Caiazzana, Ogliarola, Ortice, Ortolana, Biancolilla, Pisciottana, Palombina, Carolea, Ravece, Coratina, Minutella);
In Friuli Venezia Giulia esistono le seguenti:
(Marina, Carbonara, Corniola, Biancheria, Torcolo);
In Emilia Romagna esistono le seguenti varietà:
(Ghiacciolo, Correggiolo, Nostrana di Brisighella, Capolga, Colombina Selvatico);
Nel Lazio esistono le seguenti varietà:
(Carboncella, Frantoio, Canino, Moraiolo, Rosciola, Itrana, Leccino, Pendolino, Minutella, Olivastrone, Olivago Maurino, Raja);
In Liguria esistono le seguenti varietà:
(Colombaia, Taggiasca, Lavagnina, Merlina, Fiandola, Razzola, Olivastrone, LantescaRossese, Pignola);
In Lombardia esistono le seguenti varietà:
(Frantoio, Leccino, Moraiolo, Casaliva, Grignola, Gargnà);
Nelle Marche esistono le seguenti varietà:
(Raggia, Leccino, Mignola, Rosciola, Frantoio, Moraiolo, Dritta, Laurina, Orbetana);
Nel Molise esistono le seguenti varietà:
(Cellina di Rotello, Moraiolo, Cerasa di Montenegro, Autrina di Venafro, Gentile di Larino);
In Puglia esistono le seguenti varietà:
(Cima di Mola, Coratina, Peranazana, Ogliarola del Gargano, Tondella, Corniola, Cellina di Nardò, Bella di Cerignola, Pizzuta di Bari);
In Sardegna esistono le seguenti varietà:
(Nera di Villacidro, Tonda di Cagliari, Bosana, Semidana, Tonda di Villacidro, Bianca di Cagliari, Pizz'e Carroga);
in Sicilia esistono le seguenti varietà:
(Biancolilla, Tonda Iblea, Nocellara Etnea, Aitana, Piriccudara, Moresca, Santagatese, Crastu, Citrara, Ogliarola Messinese, Tunnulidda Cerasuola, Nocellara del Belice);
In Toscana esistono le seguenti varietà:
(MoraioloPendolino, Maurino, , Frantoio, Leccino, Scarlinese, Arancino, Colombino, Correggiolo Olivastra, Seggianese);
In Trentino Alto Adige esistono le seguenti varietà:
(Favarol, Casaliva, Gragnà, Raza, Grignan, Leccino);
In Umbria esistono le seguenti varietà:
(Dolce Agogia, Raio, Frantoio, Leccino, Moraiolo, Orbetana, Borgiona, Pocciolo, Carboncella);
Nel Veneto esistono le seguenti varietà:
(Marzemina, CasalivaTrepp, Favarol, Gragnà);
LE CLASSIFICAZIONI
OLIO DI OLIVA : (olio ottenuto dalle olive mediante principalmente processi meccanici, che comprendono il lavaggio, decantazione, centrifugazione, filtrazione, esclusi gli oli ottenuti mediante solvente o con coadiuvanti ad azione chimica o biochimica). Le sottodenominazioni dell’olio di oliva sono le seguenti:
1) Extravergine: Deve avere un'acidità massima espressa in percentuale di acido oleico minore o uguale a 0,8%, e allo stesso tempo deve essere perfetto dal punto di vista organolettico.
2) Vergine: Al di sotto troviamo l'olio d'oliva vergine, organoletticamente perfetto con una acidità minore o uguale a 2%.
3) Olio lampante: dal gusto imperfetto o difettoso e con un'acidità maggiore a 2%. Quest'olio non è commestibile e deve essere destinato ad altri usi industriali, non per il settore alimentare.
4) Olio di oliva raffinato: olio ottenuto dalla raffinazione di oli vergini con acidità inferiore a 0,3 %;
5) Olio di sansa di oliva greggio: olio ottenuto dalla sansa di olive mediante trattamento con solvente o processi fisici con acidità inferiore a 1%. La sansa è costituita dai residui della spremitura, composti da rottami di frutti, noccioli, semi, che costituiscono circa il 40% delle olive iniziali;
6) Olio di sansa di oliva raffinato: olio ottenuto dalla raffinazione di olio di sansa di oliva greggio con acidità inferiore a 0,3%;
7) Olio di sansa di oliva raffinato: con acidità inferiore a 0,3 %;
8) Olio di sansa di oliva: olio ottenuto dal taglio di olio di sansa di oliva raffinato e di olio di oliva vergine (escluso il lampante) e acidità inferiore a 1%;
Lo staff di Sapori Regionali.


STROZZETTI ( prodotti tipici del salento)
AMARETTI ( prodotti tipici Salentini)
La patata è sostanzialmente un tubero, ed considerata uno dei più versatili tra gli ortaggi in commercio. La natura gli ha conferito il compito di riserva di sostanze nutritive tra cui l'amido, necessario per la pianta stessa, ma anche e soprattutto per l'uomo che ha saputo trarne vantaggio. Originaria dell'America, iniziò a diffondersi in Europa solo attorno alla fine del 1500. Utilizzate in migliaia di ricette tipiche, sono protagoniste in tutto il mondo per la preparazione di tantissimi gustosi piatti. Le
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